Sessions affonda nel Russiagate


WASHINGTON. Sempre più a rischio la posizione di Jeff Sessions, il capo della Giustizia americana giù oggetto di critiche da parte del presidente Trump, ma che rimane nell’occhio del ciclone dopo le ultime rivelazioni di stampa secondo cui in contatti con l’ambasciatore russo lo scorso anno parlò della campagna eletto-

rale del tycoon. Che torna ad attaccare la stampa ed in particolare il New York Times: con le sue rivelazioni avrebbe fatto fallire un piano per uccidere al Baghdadi.


E’ il Washington Post a scrivere che l’ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak, ha riferito a suoi superiori a Mosca di aver discusso di temi legati alla campagna elettorale di Donald Trump con Jeff Sessions, durante la stessa campagna nel 2016 quando Sessions era consigliere di Trump per la politica estera. E’ quanto emerge -scrive il giornale citando fonti ufficiali- dai resoconti di Kislyak relativi a due conversazioni con Sessions che sono stati intercettati da 007 americani. In un primo momento Sessions non aveva reso noti i suoi contatti con Kislyak, ammettendo poi di averlo incontrato aveva pero’ specificato di non aver parlato della campagna elettorale.

Dalle informazioni di intelligence raccolte cui il Post fa riferimento risulta invece che Kislyak ebbe con Sessions con- versazioni “consistenti” su temi relativi alle posizioni di Donald Trump circa i rapporti con la Russia. E’ vero anche che le informazioni prese in considerazioni riguardano intercettazioni di intelligence raccolte nell’ambito del consueto monitoraggio che le agenzie americane operano nei confronti di rappresentanti russi e che sono quindi da attribuirsi ai resoconti di Kislyak, ma le rivelazioni giungono comunque in un momento di particolare tensione per Jeff Sessions, dopo che il pre- sidente ha affermato che non lo avrebbe mai scelto come ministro della Giustizia se avesse saputo che si sarebbe astenuto dalle indagini sul Russiagate.

Adesso pero’ il presidente lo difende, o piuttosto torna a fare ferro e fuoco contro i media, tornando a scagliarsi via twitter contro le ‘Fake News’: “Una nuova FUGA DI NOTIZIE SU UN CASO DI INTELLIGENCE da parte dell’Amazon Washington Post, questa volta contro il ministro della Giustizia Jeff Sessions. Queste fughe di notizie illegali, come quel- le su Comey, devono cessare!”, scrive. Ma la sua ira non e’ solo diretta al Post. Trump sferra anche un duro at- tacco al New York Ti- mes, accusandolo di aver fatto fallire un pia- no degli americani per uccidere il leader dello Stato Islamico al Ba- ghdadi. “Il fallimentare New York Times ha vanificato gli sforzi degli Usa per uccidere il ter- rorista più ricercato, Al- Baghdadi (il capo dell’Isis, ndr). La loro agenda malata sulla Sicurezza Nazionale”, ha scritto il presidente Do- nald Trump. Il New York Tomes replica: “Il Pentagono no obiettò alla pubblicazione dell’articolo”.

Ma inoltre spiega il misterioso messaggio di Trump, ricostruendo le circostanze che possano averlo ispirato. Il giornale ipotizza che il presidente possa aver reagito ad un servizio di Fox News trasmesso proprio prima che Trump intervenisse su Twitter e in cui si citava il generale americano Tony Thomas che ad un forum ha dichiarato che le forze americane erano particolarmente vicine ad al Baghadi dopo che in un’incursione del 2015 erano state recuperate in- formazioni. “Una pista ottima. - ha detto Thomas - Sfortunatamente venne fatta filtrare da un importante quotidiano nazio- nale una settimana dopo e la pista scomparve”.

Secondo Fox il generale si riferiva ad un articolo del New York Times del giugno 2015. “il Pentagono non pose alcuna obiezione alla pubblicazione dell’artico- lo e nessun funzionario americano senior se ne è mai lamentato pubblicamente fino ad ora”, scrive il New York Times.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA