Si balla per cinque milioni



IL SINDACO INDAGATA PER FALSO IDEOLOGICO: UN DEBITO NON VENNE MESSO A BILANCIO

TORINO. "Secondo noi il debito di 5 milioni andava riconosciuto e finanziato nel bilancio 2017. Lo mettemmo nero su bianco nella nostra relazione". La dichiarazione è di Herri Fenoglio, presidente dei revisori dei conti del Comune di Torino, a proposito del caso Ream, l'intoppo che ha portato la magistratura a inviare un avviso di garanzia alla sindaca Chiara Appendino, al capo di gabinetto Paolo Giordana e all'assessore Sergio Rolando. Il reato ipotizzato è il falso ideologico. Quella somma, in base all'impostazione delle indagini, doveva comparire nel bilancio di previsione di Palazzo Civico: ma non comparve. Fu posticipata al 2018. Di conseguenza le relative delibere (due) sono contraffatte. E il bilancio non è a posto. Rolando ribadisce invece che "tutto è stato fatto nel rispetto delle norme, ho fiducia nei magistrati e quando sarò convocato risponderò a tutte le domande". Fenoglio e colleghi, lo scorso luglio, avevano consegnato un esposto in procura. Il secondo dopo quello presentato dai consiglieri comunali di opposizione Alberto Morano (area centrodestra) e Stefano Lo Russo (Pd). I revisori erano dello stesso parere di almeno due alti funzionari comunali, Roberto Rosso e Anna Tornoni (poi rimossa), che il 27 aprile, a pochi giorni dall'approvazione del bilancio, ne parlarono in una lettera alla sindaca e all'assessore. Tutto inutile. Nel documento che la giunta portò in Consiglio comunale l'anno 2017 fu corretto a penna e diventò 2018. I revisori avrebbero spiegato che la cancellatura venne apposta dopo ripetute pressioni.Ancora due settimane fa (si apprende da ambienti politico-finanziari) il Comune ha confermato a Ream che intende pagare entro il 2018. Fenoglio insiste: "c'è ancora tempo di sistemare le cose con l'assestamento di novembre". La sindaca il 30 novembre 2016 firmò una nota in cui spiegava che essendoci varie trattative aperte, Ream non sarebbe stata liquidata. Ma solo il primo marzo successivo Palazzo Civico informò la società che i contatti sarebbero cominciati a giugno. Secondo la tesi dell'accusa (ieri uno dei revisori è stato interrogato) i documenti stilati durante la preparazione di un bilancio devono corrispondere a verità anche se si tratta di "atti interni". La deputata Alessia Morani (Pd) ironizza sul 'Movimento 5 Falsi' e il Codacons si costituisce come persona offesa. Obiettano le difese: tutto è stato fatto nel rispetto delle norme introdotte da un decreto del 2011, si è seguito il principio della "competenza finanziaria potenziata" che permette di iscrivere il debito nell'esercizio in cui avviene l'effettivo pagamento.


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