Sì Tav oggi in piazza a Torino

GOVERNO/SLITTA L’ANALISI COSTI-BENEFICI, POLEMICA PER LA LEGA IN MANIFESTAZIONE

di Alessandro Galavotti

TORINO. Niente più che una bozza ancora da completare. Slitta “a fine gennaio” la valutazione definitiva del governo sulla Torino-Lione. Ad annunciarlo, alla vigilia della nuova manifestazione sì Tav di Torino, è il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ricordando che nel contratto di governo “c’è scritto ‘ridiscutere integralmente l’opera’”. “Nessuno pretende che il progetto non si tocchi, ma io voglio un’Italia del sì che vada avanti e non torni indietro”, ribatte a distanza Matteo Salvini, leader di quella Lega che oggi sarà in piazza per sostenere la realizzazione dell’opera. Perché revisione non significa cancellazione.

Parole che aumentano la distanza sul tema tra gli alleati al governo, con la pentastellata Chiara Appendino che critica la scelta del Carroccio di manifestare. E il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che invita il partito ad assumersi la responsabilità di dire sì o no. Prova a fare da paciere il premier Giuseppe Conte, che assicura una “valutazione trasparente” e il coinvolgimento di tutto il governo: “Dateci il tempo di esaminare il rapporto e, dopo, comunicheremo le decisioni”, spiega il presidente del Consiglio, secondo cui “non è un problema che scenda in piazza la Lega o il Movimento o i cittadini”. Due mesi dopo l’onda arancione degli oltre trentamila torinesi che hanno detto sì all’Alta Velocità e allo Sviluppo, il salotto buono di Torino torna ad ospitare una iniziativa delle ‘madamin’ - ‘signore’ in piemontese - e dell’ex sottosegretario ai trasporti Mino Giachino. Questa volta non ci sarà nessun palco, e non sono previsti discorsi ufficiali, ma un flash mob aperto a chi vede nelle grandi opere un motore insostituibile per la crescita, e dunque il futuro, del Paese. Ci saranno le associazioni di categoria, gli imprenditori e i sindacati, in prima fila due mesi fa. Ci saranno il governatore del Piemonte Chiamparino, che della Tav ha fatto un pilastro della suaricandidatura alla guida della Regione, e della Liguria Giovanni Toti, insieme ai rappresentanti di un centinaio di Comuni. Dalle grandi città, come Aosta, Genova, Milano e Venezia, a quelle più piccole, compresi alcuni paesi della Valle di Susa “per sfatare il tabù - dicono gli organizzatori - che sia tutta No Tav”. Tanti anche i partiti che hanno dato la loro adesione: oltre alla Lega, Forza Italia e il Pd, presente tra gli altri con il candidato alla segreteria Maurizio Martina. Tutti sono i benvenuti, ma senza simboli e bandiere, perché “il tema delle infrastrutture non ha e non deve avere alcuna connotazione partitica”, ripetono come un mantra ormai da giorni gli organizzatori della “mobilitazione lampo”, come definiscono l’appuntamento di questa mattina, alle 11.30 davanti a Palazzo Reale e Palazzo Madama. “Vedrete quanta mobilitazione di territori ci sarà, sarà quella la voce del territorio”,

promettono le ‘madamin’, convinte che dopo l’appuntamento di oggi “non ci sarà più bisogno di un referendum”. Il presidente Chiamparino, di fronte ai ritardi del governo, torna ad agitarne lo spettro. “Chi è al governo e domani manifesta, deve sciogliere ogni dubbio - è il suo invito alla Lega, che non disdegna l’ipotesi di ascoltare la voce dei cittadini -. Dicano un no o un sì chiaro. Se sarà no, chiederò al Consiglio regionale di indire una consultazione. E se lo vorranno anche i miei colleghi delle altre regioni potremo fare nella stessa giornata un referendum sulla Tav”.

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA