“Siamo carichi ma stanchi”  



MILAN/LE FATICHE DEL DERBY DI COPPA ITALIA PREOCCUPANO RINO GATTUSO

CARNAGO (Varese). Con il morale alto e il rischio di ritrovarsi con le gomme a terra, Rino Gattuso evita accuratamente di parlare di svolta dopo il derby vinto in Coppa Italia. Dal Milan vuole continuità ma teme che i 120' di fatiche con l'Inter possano farsi sentire a Firenze, contro la squadra che corre di più di tutta la Serie A. Il sospetto gli è venuto anche durante l'allenamento della vigilia, in cui è tornato fra i pali Gianluigi Donnarumma, in panchina mercoledì per un problema all'inguine, e claudicante nei festeggiamenti finali in campo. "Si è allenato, penso proprio che Gigio giocherà", ha detto Gattuso, e quindi Antonio Donnarumma tornerà riserva, affiancato da Gabriel, il portiere brasiliano da poco nuovamente tesserato dal Milan, convocato per l'infortunio di Storari. Il derby è stato accompagnato dalla visita del presidente Li Y onghong, "uomo pacato di poche parole ma chiare" che, ha raccontato Gattuso, "ha portato tranquillità, spiegando di essere uniti nel momento di difficoltà". I 120' contro l'Inter, però, hanno prodotto anche i ko di Kalinic e Abate, e lo status della condizione atletica del Milan è ancora "alla canna del gas", ha ammesso l'allenatore alla vigilia della sfida con la Fiorentina di Pioli, che nel 2012 lo voleva al Bologna. "V enivo dal problema agli occhi, non ero sicuro di tornare il giocatore di prima e ho scelto il Sion, una cosa più tranquilla - ha ricordato il calabrese -. Poi, dopo 14 anni di Milan, non volevo vestire la maglia di un'altra squadra italiana". Cinque anni dopo, i due si abbracceranno da colleghi. "Non per mettere le mani avanti, ma a Firenze arriviamo con tanta stanchezza e qualche acciacco - ha notato Gattuso -. Abbiamo tutt'ora problemi. Non so se il derby sarà la svolta: ci dà tanta forza ma bisogna guardare avanti. V oglio continuare a vedere gli atteggiamenti di questo periodo". La 'garra' predicata da Gattuso è incarnata al meglio da Cutrone. "Non si monta la testa. E' tarantolato, ha il veleno addosso e ci mette poco ad infiammarsi", ha sorriso l'ex mediano, alle prese con un attacco in difficoltà come certificano i numeri: "317 tiri, con 23 gol, si può fare di meglio". In attesa che si sblocchino i rinforzi estivi Kalinic e André Silva, non sono in vista arrivi a gennaio. "La mia necessità più grande è non perdere qualche giocatore per strada, e vincere qualche partita - ha chiarito l'allenatore -. E' una squadra valida, che in questo momento può fare molto più di quanto sta facendo. Io sto bene così, spero solo non arrivino infortuni, sono molto contento della rosa a disposizione". Intanto ha lasciato Milanello dopo poche settimane il preparatore atletico Mario Innaurato, che ha seguito Vincenzo Montella al Sivigilia. "Rima- niamo con Dominici e Tenderini. Ringrazio la professionalità mostrata da Mario in questi 45 giorni e gli auguro il meglio: è stata una scelta sua, è abituato a fare il primo preparatore e il mio preparatore è Dominici, da 16 anni in questo club e con me in Primavera. Da parte mia e della società non c'è stato nessun problema".


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