“Siamo pochi in difesa”



PALERMO/L’ALLARME DEL NUOVO ALLENATORE ROSANERO TEDINO

PALERMO. Un allarme che attende risposte: «La difesa ha ancora bisogno di essere puntellata». Bruno Tedino non è il tipo di allenatore che prova ad imporre le proprie scelte sul mercato, ma la prima settimana casalinga del suo Palermo ha dato indicazioni chiare. C’è un reparto in difficoltà, «soprattutto numerica», estrapolando le parole di un tecnico a cui stanno mancando elementi di un certo peso. «Abbiamo perso Goldaniga e Ingegneri, quest’ultimo per infortunio, dunque la difesa ha bisogno di qualche puntello». Arriveranno a breve, tanto che il ds Lupo si sta muovendo per mettergli a disposizione altri due centrali entro la prossima settimana, ma il rischio è che le uscite non si limitino al solo difensore, trasferitosi a titolo definitivo al Sassuolo. C’è Rispoli che ha chiesto già prima del ritiro di prendere in considerazione la possibilità di cederlo, c’è Nestorovski per il quale bisogna resistere a sirene milionarie e ci sono altri elementi con le valigie già pronte, in attesa solo del via libera societario. Una porta d’uscita che va affollandosi sempre più e che non può far piacere a Tedino. Mancano venti giorni all’avvio del campionato e l’organico dei rosa è incompleto. Per questo il Palermo continua a muoversi in difesa e cerca di affiancare almeno un nuovo acquisto, oltre al neo rosanero Giuseppe Bellusci. Il centrale calabrese è atterrato a Punta Raisi e ha seguito l’amichevole dei suoi nuovi compagni con i dilettanti del Monreale, ma il suo ingaggio verrà formalizzato nelle prossime ore. Contratto triennale per lui, che già parla da giocatore del Palermo: «Sono ambizioso e il Palermo ha l’ambizione per tornare in Serie A. Poi c’è da tenere conto della famiglia e ho ritenuto opportuno rimanere in Italia». E nel farlo, torna in Sicilia, dove per cin- que stagioni ha difeso i colori del Catania. Non certo il primo della lista nei passaggi dal rossazzurro al rosanero, seppur a distanza di anni dall’ultima apparizione col club etneo. Un fattore che non ha minimamente influito sulla sua decisione di accettare l’offerta del Palermo: «Sono un professionista, non è né la prima, né l’ultima volta che accade un passaggio del genere. Non rinnego il passato, ho dato tutto per il Catania e ora darò tutto per il Palermo». Bellusci è il primo tassello in un puzzle che rimane ancora incompleto. Per concludere l’opera, il ds Lupo sta provando a definire altri due acquisti, entrambi polacchi. Tra cui Przemyslaw Szyminski, classe 1994 sbarcato ieri dal Wisla Plock. L’INCHIESTA DELLA FINANZA - Sono 8 gli indagati della Procura di Palermo nell’inchiesta sul Palermo Calcio, che ruota intorno all’operazione alla cessione della Mepal (società che detiene il marchio e il merchandising dei rosanero) alla lussemburghese Alyssa. La cessione sarebbe stata fittizia, ipotiz- za il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, e l’unico scopo sarebbe stato quello di realizzare plusvalenze in realtà inesistenti, dato che tutte e tre le società, il Pa- lermo, Mepal e Alyssa, sono riferibili sempre a Zamparini. Tra gli 8 indagati, sono stati resi noti solo 5 nomi: si tratta di Maurizio Zamparini, il figlio Paolo Diego, il commer- cialista di Gallarate Anastasio Morosi, il presidente e il consigliere delegato di Alyssa, Luc Braun e Jean Marie Poos, di nazionalità lussemburghese. La cessione della Mepal, acronimo di merchandising Palermo, ha portato nelle casse del’Us Città di Palermo 40 milioni di euro, in arrivo dalla lussemburghese Alyssa, con una plusvalenza da 21 milioni che permette al club rosanero di chiudere in attivo. Secondo l’accusa, si tratterebbe di operazioni fittizie, e mancherebbe anche il bilancio consolidato, visto che le società sono tutte rife- ribili a Zamparini (da qui la contestazione al commercialista del patron rosanero). Tra i reati, così, si parla di appropriazione indebita per avere sottratto la Mepal al controllo del Palermo per fini personali; di falso in bilancio, per per avere alterato la realtà della consistenza economica e della solvibilità della squadra. E nel frattempo, la Procura valuterà anche la possibilità di un’istanza di fallimento da parte della Procura e l’apertura di una fase dagli esiti quanto mai imprevedibili per le sorti della società. palermo ufficiali dimissioni baccaglini «Quella della Guardia di Finanza non era una perquisizione – ha raccontato il patron a LiveSicilia Sport – sono venuti a chiedere alla mia amministratrice dei documenti che probabilmente avevano già preso nei file su transazioni e finanziamenti che per semplicità hanno richiesto anche in copia cartacea. Ho accolto tutto ciò con compiacimento perché in questo modo le istituzioni possono vedere quello che noi facciamo, non c’è nessun reato: sono felicissimo e contento». Zamparini è sereno anche per la posizio- ne del figlio Paolo Diego: «Mio figlio non è nient’altro che l’amministratore della Mepal, è indagato anche il mio commercialista, ma non c’entrano nulla – prosegue Zamparini - . Ho delle società in Lussemburgo che è l’Alyssa che ha acquisito la Mepal, sono operazioni che in un Paese normale rientrerebbero nella normale amministrazione. Io sono tranquillo, devono stare tranquilli anche quelli che hanno messo in piedi questo cinema». Una situazione per cui Zamparini dovrà tranquillizzare Frank Cascio e John Viola, in- teressati al club: «Li dovrò sentire perché all’estero non sono abituati a sentire queste cose. Il Palermo è tranquillissimo, quest’anno chiuderà il bilancio con 10 milioni all’attivo. A breve ci sarà un incontro con loro, verranno qui in Italia. Abbiamo incaricato uno dei più grandi studi legali a Milano di seguire tutta la vicenda. Io sono già fuori dal Palermo, sono il padrone della società che sta vendendo. Sicuramente a qualcuno la darò. Ho sospeso attualmente la costruzione del nuovo CdA, per me il presidente designato è Cascio. Se Cascio dovesse rallentare la trattativa, però, mi muoverò per trovare un nuovo presidente, spero palermitano».


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