SING : RESTA NELLE TUE CORDE

di Simona Balduzzi


titolo originale: Sing anno: 2016 paese : USA genere: comedia, animazione, musical durata : 108 min regia: Garth Jennings , Christopher Lourdelet sceneggiatura: Garth Jennings casa di produzione : Illumination Entertainment distribuzione : Universal Pictures doppiatori : Matthew David Mc Conaughey, Reese Witherspoon, Seth MacFarlane, Tori Kelly, Scarlett Johansson, Taron Egerton , Garth Jennings, Nick Offerman



Diretto da Garth Jennings e Entertaimnent, Sing (2016) si è aggiudicato i Golden Globe nel 2017 come miglior film di animazione, oltre a numerosi Awards e diverse approvazioni da parte della critica. Il regista britannico, noto per aver diretto numerosi videoclip, ha esordito con Guida galattica per autostoppisti (2005), un lungometraggio tratto dall'omonimo romanzo, lavoro a cui è seguito Son of Rambow-Il figlio di Rambo (2007); ma è con Sing, che Jennings si conquista il grande pubblico, grazie ad un tocco geniale che regala spessore ai personaggi, che empatizzano con lo spettatore fin dalle prime battute. Il film riesce nell’intento di esprimere un messaggio profondo; al contempo colpisce per il ritmo esilarante, con dialoghi riuscitissimi e musiche contagiose ( tutti brani che hanno caratterizzatola storia della musica , come I’m Still Standing di Elton John e My Way di Frank Sinatra). Gli incassi, tra Usa, Canada e il resto del mondo, consacrano il film a 29o film d'animazione con maggior incasso di sempre nella storia del cinema e 1 film con il maggior incasso del 2016: il sequel , previsto per il 2020, ha subìto un ovvio slittamento ìa causa della pandemia da COVID-19. Comproprietario insieme a Nick Goldsmith della Casa di Produzione Hammer & Tongs, Garth Jennings sceglie di sfruttare il carisma di personaggi animali, simpaticissimi e caratterizzati da paure, talenti e ambizioni tipicamente umane. E a differenza dell’essere umano, il personaggio animale ( e animato), alla fine ‘sacosa è giusto fare’ e si riprende la sua rivincita sulle ingiustizie. Sarà per questa sorta di empatia sfrenata con tutti i personaggi ( in primis il protagonista) ; o forse per la trama , che per quanto semplice non sfiora mai la soglia della banalità, che il film tiene incollato lo sguardo senza concedere un attimo di tregua. Centootto minuti di ottimismo euforico, che oltre a regalare leggerezza , ricordano l’importanza di emozioni e sentimenti, per il quale , il film si fa forte anche di un patinato sentimentalismo; miscellanea accurata di colpi di scena, sogni, delusioni e coraggio, che anima il destino dei personaggi, ricordando che ciascuno ne è padrone. Dopo Minions , Pets e Cattivissimo me, la Illumination Entertainment supera se stessa, incarnando a pieno il desiderio di tutti coloro che sognano di calcare il palcoscenico; scegliendo il modo più vincente per farlo: quello di alimentare i sogni, divertendo .Nonostante si percepisca il sapore strategico di un prodotto studiato a tavolino , è innegabile che il producer Chris Meledandri , sia riuscito a pieno nell’intento.

Trama Buster Moon è un koala a capo di un teatro compratogli dal padre, sua unica ragione di vita; le cose tuttavia non gli vanno molto bene , poiché il locale sta per fallire : con un colpo di genio , l’impresario decide di organizzare un concorso musicale tra talenti dilettanti, promettendo un premio di centomila dollari ( che non ha e spera di incassare , facendo un colpaccio al botteghino). Johnny il gorilla ( tanto forte nell’aspetto, quanto

delicato al pianoforte); la maialina Rosita( dall’insospettabile talento canoro); la porcospina Ash ; il nostalgico e cinico topo Mike e la timidissima elefantessa Meena , sono i finalisti che hanno superato le selezioni per questo premio ambito da molti. Ciascuno di loro ha un valido motivo per desiderare di vincere quei soldi, oltre ovviamente al grande sogno diffama e successo . Il riscatto che solletica le mente, è di tutti: sia Buster che i pretendenti non sono esenti da ingiustizie subite e matureranno nel corso degli eventi, il coraggio per conquistare il proprio destino. Per farlo però, dovranno superare ostacoli e paure. Quello che all’inizio è una semplice e pur valida ambizione diviene qualcosa di impercettibile e corale: i componenti di un progetto scenico, iniziano a vivere con magia la loro più grande passione , dimenticando tutto il resto e lasciando fluire solo l’espressione artistica.


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