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Siria, accordo tra Usa-Russia



DA DOMANI STOP ALLE ARMI. LAVROV: “DAMASCO LO RISPETTERÀ”. KERRY: “UN PUNTO DI SVOLTA”

BEIRUT. Il tanto atteso accordo sulla Siria tra Stati Uniti e Russia è stato finalmente raggiunto. Secondo l’annuncio dato nella notte dalle parti, domani al tramonto comincerà la tregua in quasi tutti i teatri del conflitto in corso da cinque anni e che ha causato la morte di circa mezzo milione di persone. Con l’inevitabile e ovvia esclusione dei jihadisti dell’Isis e di formazioni qaediste che non hanno nessuna intenzione di deporre le armi. Come avviene quasi sempre alla vigilia di un’annunciata cessazione delle ostilità, si inaspriscono le violenze sul terreno: decine di civili sono stati uccisi ieri in raid aerei russi e del governo siriano in varie zone fuori dal controllo del regime. L’attacco più sanguinoso, secondo notizie che non possono essere verificate in maniera indipendente sul terreno, è avvenuto a Idlib, nella Siria nord-occidentale, con raid aerei sul mercato ortofrutticolo e la morte di almeno 24 persone.

Altri attacchi si sono verificati su Duma, attorno a Damasco, ad Aleppo-est e tra Homs e Hama. Colpi di mortaio sono stati lanciati su Aleppo-ovest e su quartieri della capitale da milizie dell’opposizione, secondo l’agenzia ufficiale Sana, e hanno causato feriti tra i civili. Dopo un’ultima maratona negoziale di 13 ore ma che era in corso dal 26 agosto scorso, nella notte il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa che prevede un coordinamento tra Mosca e Washington per “la lotta al terrorismo” contro Isis e altri gruppi jiha- disti e qaedisti esclusi dalla tregua; l’avvio della cessazione delle ostilità da domani sera e per almeno una settimana (con scadenze ogni 48 ore), come precondizio-e per portare aiuti umanitari alle centinaia di migliaia di persone intrappolate nelle violenze e per riavviare i “colloqui di pace” tra regime e opposizioni. L’annuncio dell’accordo (per Kerry “può essere il punto di svolta”) è stato salutato con favore dalle cancellerie occidentali, tra cui l’Italia. Il premier Matteo Renzi ha definito la notizia “molto importante”, e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che l’intesa “apre le porte della speranza per una svolta”. Per Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e la sicurezza, l’accordo “è molto benvenuto” e “ora tutte le parti in conflitto, a esclusione dei gruppi designati come organizzazioni terroristiche dal Consiglio di sicurezza Onu, devono assicurarne l’effettiva messa in atto”.

Prudente l’inviato speciale dell’Onu Staffan De Mistura, secondo cui con l’in- tesa tra Stati Uniti e Russia “si apre una finestra di grandi opportunità”. Le oppo- sizioni siriane in esilio, sostenute dagli Sta- ti Uniti, hanno chiesto che Mosca faccia pressioni su Damasco perché rispetti l’ac- cordo. E ieri sera l’agenzia di stato Sana ha comunicato che il governo siriano ha ac- cettato l’intesa russo-americana sul ces- sate il fuoco, precisando che “è stata rag- giunta con l’approvazione del governo siriano”.

L’ultimo cessate il fuoco a cui l’Onu aveva lavorato con successo assieme a Mosca e Washington era iniziato il 27 feb-

braio, e per circa un mese aveva ridotto di due terzi il bilancio dei civili uccisi nelle zone più calde del conflitto.

A fine marzo la spirale di violenza si era riaccesa fino ai picchi delle ultime settima- ne con la chiusura dell’assedio governati- vo su Aleppo-est e l’ingresso delle truppe turche contro le milizie curde nel nord del Paese.

La Turchia, ora vicina a Mosca, ha af- fermato di esser stata informata dell’ac- cordo proprio dalla Russia. La Russia stes- sa ha assicurato che il regime di Damasco rispetterà il cessate il fuoco, che impone alle forze governative di non attaccare di- rettamente i gruppi delle opposizioni, tra cui gli ex qaidisti del Fronte di conquista di Sham. Questi saranno affrontati diretta- mente dai caccia americani e russi. Un alto responsabile del Fronte di conquista di Sham, citato dall’Associated Press, ha af- fermato che in caso di attacchi subiti da russi o americani “risponderemo immedia- tamente”.

“I nostri mujaheddin - miliziani islamici - faranno terra bruciata”, ha detto il respon- sabile che ha parlato a condizione di man- tenere l’anonimato.


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