Siria, l’Isis all’ultimo atto

ATTESA LA RESA DEGLI ULTIMI TRECENTO COMBATTENTI. TIMORI PER GLI OSTAGGI

di Lorenzo Trombetta




BEIRUT.Armati di fucili e protetti da un numero imprecisato di civili, usati come scudi umani, alcune centinaia di irriducibili miliziani dell’Isis, circondati dalle forze curdo-siriane, stanno trattando la resa nella pianura di Baghuz, nell’estremo sud-est della Siria tra il fiume Eufrate e il vicino confine iracheno. I vertici delle Forze democratiche siriane (Sdf), che guidano l’offensiva sul terreno e che sono sostenute dalla Coalizione anti-Isis a guida Usa, affermano che l’annuncio formale della “vittoria” potrà essere fatto già oggi, quando si spera sarà definitivamente smantellato l’accampamento di tende dove si trovano gli ultimi 300 jihadisti, i loro familiari e almeno 200 famiglie tenute in ostaggio. Tra questi non è chiaro se vi siano stranieri. Nei giorni scorsi si era parlato della presenza tra gli ostaggi in mano all’Isis di tre occidentali, tra cui il gesuita italiano Paolo Dall’Oglio - scomparso in Siria nel 2013 - e il giornalista britannico John Cantlie. Ma le fonti curde al fronte continuano a smentire quanto era stato rilanciato dal Times di Londra, secondo cui i miliziani dell’Isis avrebbero proposto la liberazione di questi tre ostaggi in cambio di un salvacondotto fuori dall’area assediata. Questa è tenuta sotto tiro dalle forze curde, sostenute sul terreno da forze speciali americane e francesi. Ieri dall’Onu si erano detti preoccupati per la sorte delle 200 famiglie rimaste prigionieri nella zona del conflitto. E nel pomeriggio, centinaia di veicoli sono stati fatti avvicinare al campo di tende dell’Isis per preparare quella che si spera sia l’evacuazione “in sicurezza” dei civili ancora intrappolati nella zona di combattimento. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani non è escluso che su quei veicoli possano salire i miliziani che si arrenderanno alle forze curde. Testimonianze non verificabili in maniera indipendente sul terreno affermano che i combattenti dell’Isis, tra cui si contano ancora numerosi caucasici, russi, europei, iracheni e nordafricani, sparino sui civili che tentano di fuggire.Altre fonti locali, vicine alle comunità arabe della valle dell’Eufrate e ostili alle forze curdo- siriane, accusano queste ultime di crimini commessi contro civili in fuga, sospettati di esser stati complici dei jihadisti. Intanto nel nord-ovest della Siria, nell’altro conflitto che tormenta il paese e che non è direttamente legato alla lotta contro l’Isis, sono proseguiti anche ieri raid di artiglieria governativi contro zone fuori dal controllo delle forze di Damasco nella regione di Idlib, sotto influenza turca e dove sono presenti miliziani qaidisti. In un bombardamento su Khan Shaykhun, a sud di Idlib, è stata distrutta una panetteria e almeno quattro civili sono stati uccisi.

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