Soccorsi frenati dal territorio


SISMA/I SINDACI LANCIANO APPELLI DISPERATI, INVOCANDO AIUTI IMMEDIATI


ROMA. Le prime ore dopo la prima scossa, quella delle 3,36, magnitudo 6.0, che ha sconvolto il centro Italia e distrutto Amatrice, Accumoli, Arquata, sono state tra le più difficili, in attesa dei soccorsi, il cui sistema si è reso “pienamente operativo” attorno alle 7, ha riferito lo stesso il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Portare uomini e mezzi in un territorio aspro per morfologia e con molte strade non percorribili dopo il sisma, richiede il suo tempo. Sono le 6 del mattino quanto dei sindaci cominciano a far sentire la propria voce. “Il paese è semidistrutto, le case si sono sbriciolate, si scava con le mani, siamo scollegati e serve tutto”, è l’allarme lanciato da Stefano Pe-

trucci, primo cittadino di Accumoli. Anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, parla di un “paese che per metà non c’è più”, di “un dramma con morti e feriti”, che le cifre a breve confermeranno. E’ da poco passato mezzogiorno, però, quando lo stesso Pirozzi sottolinea che “la macchina dei soccorsi è partita e siamo sulla strada giusta, pur con tutte le difficoltà di un territorio come il nostro”. E già il responsabile della Protezione civile Lazio, Carlo Rosa, aveva tentato di spegnere le polemiche: “La macchina dei soccorsi si è attivata subito, pur scontando ritardi dovuti al fat- to di dover arrivare in una zona di monta- gna, con la viabilità sconvolta”. Il tema dei soccorsi in ritardo accompagna tragedie come questa e le testimonianze di chi le vive in prima persona irrompono. “Vogliamo i militari, stiamo aspettando, noi paghiamo: c’é una caserma ad Ascoli, una Rieti, una all’Aquila e non si é visto un militare”, denuncia con rabbia Alessandra Cappellanti ad Illica, frazione di Accumoli. Da Duma, vicino Amatrice, Claudia Di Giovanni racconta che “fino alle 7.30 non si sono visti neppure gli elicot- teri, i primi carabinieri sono arrivati alle 10 e la Protezione civile a mezzogiorno”.D’altra parte, una cosa è la prospettiva di chi vive in prima persona un sisma, un’altra quella di chi i soccorsi deve organizzarli, per altro in una zona punteggiata da tante piccole frazioni. In base ai dati riferiti in un briefing al Dipartimento protezione civile dal prefetto Bruno Frattasi, il numero dei vigili del fuoco nelle aree dell’epicentro del terremoto arriverà nella giornata ad oltre 800. Otto gli elicotteri. Le forze armate sono impegnate con unità di movimento terra ed escavatori, 270 uomini e 52 mezzi; e “hanno allestito anche una torre mobile per creare una torre di controllo locale”, ha fatto sapere l’ammiraglio Giovanni Gu- miero. Ad Illica, dove era scattata la protesta degli abitanti, sono giunti 30 militari del Genio. E in generale il sistema di Protezione civile si è messo in moto in tutte le regioni per l’invio di squadre, volontari, mezzi unità cinofile. Nelle zone colpite sono al lavoro anche uomini della Guardia di finanza, dei Carabinieri, della forestale, della polizia, che ha predisposto anche 17 squadre per prevenire fenomeni di sciacallaggio, del soccorso alpino.


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