Sofferenze in calo, banche protagoniste in Borsa



MILANO. Mentre le sofferenze delle banche italiane registrano un nuovo calo a novembre, Intesa Sanpaolo valuta "opzioni strategiche" sulla sua piattaforma di recupero dei crediti deteriorati, che potrebbe essere ceduta assieme a un grosso portafoglio di npl. Un dossier che maturerà con il piano d'impresa che verrà presentato a febbraio e su cui sono in corso trattative con l'operatore svedese Intrum Justitia. I progressi sugli npl, accompagnati da una decisa ripresa dei prestiti, hanno contribuito ad alimentare gli acquisti sul credito in Borsa, con robusti rialzi per Banco Bpm (+4,8%), Intesa (+4,6%), Bper (+3,98%), Mps (+3,33%), Unicredit (+3,16%), Ubi (+2,58%) e Mediobanca (+2,35%). Ma anche in Europa gli investi- tori hanno puntato sul comparto del credito (+2% l'indice Dj Stoxx), complice un sondaggio di Ubs che registra, per il 2018, un crescente ottimismo nel settore, con un ritorno sul capitale tangibile (rote) atteso in crescita all'11,6%, dall'11,2% di dicembre. Commerzbank (+5,1%), Rbs (4,6%), Bank of Ireland (+4,2%), Banco Sabadell (+4,04%) e Hsbc (+3,8%) sono i titoli che più si sono avvantaggiati del clima di fiducia. Per quanto riguarda l'Italia il focus del mercato resta puntato sui crediti deteriorati. A novembre lo stock lordo delle sofferenze, i più a rischio tra i 'bad loans', è sceso a 173 miliardi, in calo del 6,4% sull'anno precedente (173,8 miliardi a ottobre 2017) mentre ha ripreso vigore l'erogazione del credito (+3,2% alle famiglie e +2,9% alle imprese, primo segno più dopo mesi di cali). La prossima banca a prendere di petto la questione degli npl - allineandosi a quanto fatto da Unicredit, Mps e Banco Bpm - potrebbe essere Intesa. Ca' de Sass, che ha un rapporto del 12,8% tra crediti deteriorati lordi e totale crediti, ha da tempo detto di voler abbassare la percentuale al 10,5% entro il 2019. Ma potrebbe imprimere un'accelerazione - certo gradita alla Bce - già il prossimo febbraio, quando annuncerà il nuovo piano industriale, incentrato sulla crescita nel wealth management e nelle assicurazioni, oltre che su un'ulteriore stretta sui costi. Intesa potrebbe cedere la piattaforma di gestione degli npl o aprirla ad altri investitori, a cui vendere un corposo pacchetto di sofferenze (si parla di circa 10 miliardi). La banca "sta considerando opzioni strategiche nell'attività di servicing di crediti deteriorati, comprendenti una cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza", opzioni che non mettono a repentaglio - ha chiarito una nota - "l'impegno" a distribuire 3,4 miliardi di dividendi nel 2017. Sulla vendita della piattaforma e degli npl la multinazionale svedese del recupeto crediti Intrum Justitia, che ha recentemente rilevato in Italia l'operatore Caf, ha detto di avere "in corso discussioni in una fase iniziale" con l'istituto guidato da Carlo Messina. Intanto Quaestio ha sottoscritto al 95% la tranche mezzanine della cartolarizzazione da 25 miliardi di Mps, versando 805 milioni. L'investimento nel 95% della tranche junior e l'ottenimento del rating e della gacs (garanzia statale) sulla tranche senior avverranno invece entro il primo semestre 2018.


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