Solomon: sì, sono stato io



PARMA. Decine e decine di fendenti con un coltello ma anche con una mannaia. Una furia cieca quella di Solomon Nyantakyi, 21 anni, il giovane accusato di avere ucciso martedì la madre Nfum Patience di 43 anni e la sorellina di 11 Magdalene in un appartamento in via San Leonardo, alla prima periferia di Parma.

Ideri il giovane - una ex promessa del calcio - ha confessato di essere stato lui l’autore del duplice, agghiacciante, delitto. Lo ha fatto di fronte agli inquirenti a Milano. Nel capoluogo lombardo è stato fermato mentre vagava, tentandosi goffamente di coprirsi il volto, in stazione. Il suo viso però non è passato inosservato grazie al fotogramma trasmesso in tutta Italia dal comandante della Polfer di Parma che, martedì, lo aveva riconosciuto nelle immagini di videosorveglianza dello scalo.

Il giovane ghanese è stato fermato senza documenti e con pochi soldi in tasca sulla banchina di un binario in cui non erano previsti arrivi o partenze. Subito interrogato ha ammesso le sue responsabilità, ma non ha ancora spiegato il perché del suo gesto: l’unico tassello ancora mancante di una vicenda ormai chiara e che Solomon potrebbe svelare nell’interrogatorio di convalida del fermo da parte del gip.

“Ha sofferto di depressione. Si vedeva che aveva dei problemi. Però mai, mai, mai l’ho visto alzare la voce, litigare con qualcuno, avere una reazione scomposta”, dice Cristiano Lucarelli, che di Solomon fu allenatore nelle giovanili del Parma.

Il ragazzo, secondo il Procuratore capo Antonio Salvatore Rustico, avrebbe agito da solo martedì pomeriggio. Nell’appartamento di via San Leonardo, ha detto il magistrato, “non sono stati trovati elementi che facciano pensare alla presenza di altre persone al momento del delitto”.

Dopo avere colpito la mamma e la sorellina, Solomon ha anche tentato di ripulire le armi utilizzate e ha messo a soqquadro la casa, forse alla ricerca di denaro che alla fine non ha trovato. Il duplice omicidio attorno alle 14 di martedì pomeriggio quando una vicina ha sentito le urla di aiuto, poi un silenzio quasi irreale, nemmeno rotto dalla fuga di Solomon, che è arrivato in stazione a Parma attorno alle 16,30 per tentare l’inutile fuga verso Milano.

La carriera calcistica di Nyanta, così lo chiamano ancora gli ex amici di un tempo, è stata travolta dal crac del Parma Fc: in quel naufragio

fallimentare il giovane non perse solo il cartellino ma anche una prospettiva di carriera, di vita ed una “famiglia”, che assieme a quella naturale, lo stava proteggendo.

Pupillo dell’ex direttore del settore giovanile crociato Francesco Palmieri, aveva trascinato la squadra allievi del Parma alla vittoria dello scudetto di categoria e poi aveva talmente brillato nella Primavera da essere convocato in prima squadra da Roberto Donadoni. “Era un ragazzo tranquillo, anzi direi taciturno. E’ difficile capire cosa possa essere passato per la sua testa: come si può arrivare a un gesto simile”, commenta sbigottito proprio il suo ex allenatore Donadoni.

Ma allora Solomon, grazie alla cure della famiglia e dei dirigenti emiliani, era un ragazzo tutto diverso. Dopo il crac invece l’avventura prima del Cuoiopelli e poi in serie D nell’Imolese, ma senza aiuto si era perso. Assenze negli allenamenti, qualche storia di contraffazione e ricettazione alle spalle e un consumo, mai nascosto, di alcol e droghe leggere. Poche cose in verità per giustificare la terribile mattanza che ha confessato.

Dalle testimonianze raccolte tra i parenti stretti, amici e vicini di casa, non risultano infatti liti o motivi di rancore in famiglia. Solomon era solo l’anello debole ed è stato anche per lui, forse soprattutto per lui, che il padre Fred da un mese e mezzo si era trasferito a Londra da Parma per aprire una nuova attività con l’obiettivo dichiarato di trasferirsi con tutta la famiglia. Cercava un’altra chance dopo l’esperienza italiana, durata tredici anni, forse voleva dare una nuova opportunità proprio al figlio 21enne che dopo avere sognato un futuro da campione di calcio si stava buttando via. Non ha fatto in tempo.


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