Spara alla moglie e si uccide


L’AUTORE DEL DELITTO LUIGI NOCCO, ISPETTORE DI POLIZIA IN SERVIZIO ALLA QUESTURA DI VENEZIA


VENEZIA. L'incubo della separazione, il timore di vedersi privare di moglie e figli, ha armato la mano di un poliziotto che, dopo aver ucciso la compagna, ha rivolto stamane l'arma verso sè e si è tolto la vita.

I giorni di ferie dovevano servire per Luigi Nocco, 53 anni, ispettore di Polizia in servizio all'ufficio immigrazione della Questura di Venezia, per ricucire i dissa- pori con la moglie, una crisi che li aveva pian piano allontanati, nonostante vives- sero ancora sotto lo stesso tetto, quello di una villetta modesta ma decorosa di Dogaletto di Mira, nel veneziano.

La casa in via Trieste, alla fine di una strada di ghiaia, era stata scelta da poco; prima la coppia abitava a Marghera, vi- cino al luogo di lavoro di lui. Ma per Sabrina Panzanato, 52 anni, infermiera da molti anni del reparto di neurologia dell'ospedale all'Angelo di Mestre, dopo mesi di incomprensioni l'unica strada ri- masta era sembrata quella della separazione. Ne aveva parlato anche ieri con l'uomo, prima in maniera pacata poi con toni sempre più alti e concitati, lontano dalle orecchie dei figli, un bimbo di 12 anni e una ragazzina di 15, che in quel momento si trovavano altrove.

La discussione, come hanno testimo- niato i vicini, era però degenerata, lo scambio verbale era finito per diventare per l'infermiera la rivendicazione ostina- ta e senza ritorno di un futuro diverso. Lontano dal marito e dal loro passato. Repentinamente le frasi secche, ultima- tive, gettate l'uno contro altra in cucina, hanno lasciato spazio alla paura. Quan- do Sabrina ha realizzato che l'uomo voleva farle del male, è corsa disperatamen- te all'esterno della casa gridando, nel tentativo di salire sulla sua Fiat Punto e darsi alla fuga.

Ma Nocco l'ha raggiunta e con freddezza ha sparato un colpo con la pistola d'ordinanza, raggiungendola al collo. Quando l'ha vista a terra, senza più vita, ha rivolto l'arma contro di sè e si è spa- rato un proiettile alla tempia. Tutto, at- torno a Luigi e Sabrina, parla di normali- tà. I colleghi dell'uomo sono sbigottiti e increduli, raccontando di un poliziotto serio e scrupoloso. "Sembrava una fa- miglia tranquilla tutto sommato - dice un vicino avvicinato dai cronisti -. Poi sa...". È lui uno dei pochi testimoni ad aver vi-

sto l'epilogo della tragedia. "Siamo sce- si in strada - spiega - per capire cosa stava accadendo, ma ormai era troppo tardi".

Il Pm Fabrizio Celenza conferma che sono stati esplosi solo due colpi, entram- bi fatali. Per il resto sono i colleghi di Nocco a tentare di chiarire, in queste ore, i contorni di questo omicidio-suicidio. Si tratta del quarto femminicidio acca- duto nel veneziano nel giro di meno di due mesi.


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