Squilibrato semina il panico



BRUXELLES. Dopo un altro ‘tranquillo week-end di paura’, a Bruxelles continua la psicosi attentati a tre mesi dagli attac- chi del 22 marzo: la capitale belga si è trovata all’alba di martedì mattina con un allarme kamikaze a un centro commerciale già da tempo segnalato tra i possibili target dei terroristi. Salvo poi rivelarsi uno

squilibrato con una cintura di sale e biscotti ma dalle relazioni poco chiare con l’Isis, sul quale era già stata aperta un’inchiesta finora senza esito.

Intanto, tra un moltiplicarsi di perquisizioni legate non solo agli attacchi di Parigi e Bruxelles ma anche a quello sventato sul Thalys, il treno ad alta velocità che collega le due capitali, della scorsa estate, il ministro dell’interno Jan Jambon ha invitato i cittadini a non cedere al panico.

L’allarme scatta alle 5,30 di mattina, quando la polizia riceve la telefonata di un uomo che sostiene di essere stato prelevato in auto e poi lasciato davanti allo shopping center di City 2, nella principale via pedonale dei negozi di Bruxelles, la rue Neuve, con una cintura esplosiva azionabile a distanza. Subito viene chiusa la zona in un perimetro di sicurezza, sigillata la stazione metro, mentre entrano in azione gli artificieri e si sentono gli elicotteri volteggiare sulla città.

Poi, verso le 9,30, la tensione si scioglie: il sospetto, un 26enne di cui per ora si conoscono solo le iniziali, J.B., è già noto alle forze dell’ordine tra l’altro per problemi psichiatrici, e un’auto-segnalazione a inizio mese per aver ricevuto pressioni per partire per la Siria. Le indagini, però, non hanno finora né confermato né smentito. A fine pomeriggio il ragazzo ha ammesso essersi inventato tutto: dopo una perquisizione a casa della madre, sono stati ritrovati i resti del materiale utilizzato per fabbricare la finta cintura esplosiva, mentre l’auto del ‘rapimento’ ritrovata a Schaerbeek era una macchina la cui targa era stata presa a caso e il cui proprietario è stato subito rilasciato.

Ora J.B. è sotto mandato d’arresto per procurato allarme ed è stata richiesta una perizia psichiatrica. “Siamo in un contesto di minaccia terroristica, siamo sempre a livello tre” di allerta (su un totale di quattro) e quindi “quando un uomo dice di essere munito di una cintura esplosiva, dobbiamo prendere la cosa sul serio”, ha dichiarato in tv il ministro Jambon, ma “questo non deve diventare una psicosi”. Difficile, però, dopo gli allarmi di questi ultimi giorni, dal possibile sventato attacco alla fan zone degli Europei di sabato scorso con 3 arresti tra cui i cugini dei fratelli kamikaze Bakraoui, al falso allarme bomba con evacuazione della stazione centrale e dell’hotel limitrofo di do-

menica,. Per non parlare delle perquisizioni di ieri con 6 fermi poi non convalidati e delle 7 odierne legate ancora allo sventato attacco sul treno Amsterdam-Parigi.


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