Stato dell’Unione/ Trump lancia la sfida per la rielezion


WASHINGTON. Dopo gli anni del "massacro" siamo di fronte al "grande ritorno dell'America". Donald Trump, non ha dubbi e se ne prende tutti i meriti, in un discorso sullo stato dell'Unione che è molto più di un'agenda delle cose da fare. E' un manifesto per voltare pagina dopo i difficili mesi dell'impeachment e lanciare ufficialmente la sfida per la riconferma alla Casa Bianca.


Altri quattro anni per completare l'American comeback, il nuo- vo slogan da contrapporre a quell'American carnage che quattro anni fa, al suo esordio da presi- dente, aveva attribuito agli otto anni di Barack Obama.


Un clima surreale quello del terzo State of the Union di Trump, che parla davanti al Congresso in seduta plenaria in quell'aula della Camera dove è stato messo in stato di accusa, così come era capi- tato a Bill Clinton. Il tycoon per la prima volta può guardare in fac- cia i suoi accusatori alla vigilia di una grande rivincita, l'assoluzione da ogni capo di imputazione oramai data per scontata in Senato. L'ennesima vittoria sui democratici dopo il nulla di fatto delle indagini del Russiagate, un successo che può regalare un slancio de- terminante alla corsa verso la rielezione, il prossimo 3 novembre.


Con il presidente forte di un gradimento degli americani che per Gallup sale al 49%, ai massimi da quando ha assunto l'incarico. Trump sa che la sua partita si gioca soprattutto sul terreno della crescita e così torna a evocare quel "miracolo economico" che dice di aver favorito con le sua deregulation e con il taglio delle tasse. Snocciola quindi i dati, dalla di- soccupazione ai minimi storici al boom di Wall Street che macina record su record.

Certo, la promessa di un Pil che cresce al 3-4% l'anno si è rivelata irrealistica, e sullo sfondo ci sono i timori per l'impatto sulla crescita globale che avrà l'emergenza del coronavirus.

Ma il tycoon, abbandonando i toni cupi degli inizi, regala agli americani una visione fatta ora di grande ottimismo. E spera che gli americani lo ripaghino con la fiducia. I democratici, per il tradizionale contro-discorso, scelgono stavolta due donne: la replica in lingua inglese è affidata alla governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, capace di battere di dieci punti il candidato appoggiato da Trump e in uno Stato in cui Trump aveva vinto nel 2016; quella in spagnolo è affidata alla deputata Veronica Escobar, texana, dura oppositrice della linea dura del tycoon sull'immigrazione. Tra gli ospiti in tribuna invitati dai mem- bri del Congresso la fidanzata del dissidente saudita Jamal Khashoggi, fatto trucidare dal regime di Riad, un protagonista delle proteste dei giovani di Hong Kong, un attivista dei diritti umani degli ui- guri perseguitati dalla Cina e una delle accusatrici di Jeffrey Epstein, il finanziere newyorchese accusato di abusi sessuali su mi- norenni e suicidatosi in carcere.

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