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“Stavolta avrò giustizia”



YARA/INIZIA OGGI A BRESCIA IL PROCESSO D’APPELLO CONTRO MASSIMO BOSSETTI

BRESCIA. Torna in aula Massimo Bossetti, quasi un anno dopo la condanna all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio che gli è stata inflitta il primo luglio dello scorso anno, "convinto", come ripete a chi è andato a trovarlo in carcere, che "in appello potrò avere finalmente giustizia". Per il processo di secondo grado, che inizierà oggi a Brescia accompagnato dall'ormai consueta 'pressione' mediatica, la sua difesa ha deciso di sfoderare una nuova carta per provare l'innocenza: una "fotografia satellitare" dalla quale, secondo i legali, potrebbe emergere che il cadavere della ragazzina non è rimasto per tre mesi, dall'uccisione al ritrovamento, nel campo di Chignolo d'Isola (Bergamo). I legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini, infatti, due settimane fa nei motivi aggiunti dell'atto d'appello hanno prodotto un'immagine "scattata il 24 gennaio 2011 che ritrae la zona del campo di Chignolo d'Isola dove successivamente, il 26 febbraio, è stato trovato il corpo della ragazzina" e da cui si evincerebbe che "il corpo quel giorno di fine gennaio non era là". La Procura di Bergamo, ha chiarito Salvagni, "ha sempre sostenuto di non poter disporre di foto satellitari di quel campo, mentre noi dopo indagini difensive lunghe e complesse abbiamo trovato questa immagine e l'abbiamo portata a supporto" della richiesta di maxi perizia su "più elementi", tra cui l'ormai nota traccia di Dna trovata su slip e leggins della ragazzina che, secondo la Corte d'Assise di Bergamo, è la "prova granitica" a carico del muratore. La fotografia ora, secondo il difensore, "dovrà essere interpretata e guardata, ma a nostro avviso dall'immagine non emergerebbe la presenza del corpo un mese e due giorni prima del suo ritrovamento in quel punto del campo". E se il cadavere non era là, mentre accusa e giudici "hanno sempre sostenuto che il cadavere è rimasto nel campo per tre mesi (Yara è scomparsa ed è stata uccisa il 26 novembre 2010, ndr), ora la sentenza va comunque riscritta, anche a voler continuare a ribadire la colpevolezza del nostro assistito". Da programma d'aula, intanto, per oggi sono previsti la lettura della relazione del processo di primo grado e poi l'intervento del sostituto pg Marco Martani che chiederà di condannare il carpentiere di Mapello anche per aver calunniato un collega (accusa che cadde a Bergamo). Nelle udienze successive (6 e 10 luglio) parleranno parte civile e difesa (nell'intervento del legali verrà trattata la richiesta della maxi perizia) e la decisione della Corte d'Assise d'appello bresciana (sentenza o ordinanza di riapertura del processo) potrebbe arrivare in un'udienza di metà luglio, o il 14 oil17. Nel frattempo, la difesa ha ingaggiato come consulente "il numero uno della genetica forense" Peter Gill, britannico che lavora all'Università di Oslo, per dimostrare, tra le altre cose, che il profilo genetico rintracciato, l'ormai famoso 'Ignoto 1' poi attribuito a Bossetti, avrebbe potuto resistere all'aperto e in quelle condizioni solo poche settimane. Il muratore resta "concentrato, teso, ma anche fiducioso nell'appello".


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