“Stop alle iniezioni letali”



PENA DI MORTE/PFIZER CONTRO L’ARKANSAS: I FARMACI USATI A NOSTRA INSAPUTA

NEW YORK. Big Pharma contro l’Arkansas. Secondo la Pfizer, alcuni dei suoi farmaci potrebbero essere stati venduti alle autorità dello stato del sud all’insaputa e “in diretta violazione” degli standard etici che si è prefisso il colosso farmaceutico. A mettere le sostanze nelle mani del boia, che da lunedì si prepara a una maratona di sette iniezioni letali, sarebbe stato uno dei distributori di Pfizer, McKesson. Altre due case farmaceutiche, Fresienus Kabi e West-Ward Pharmaceuticals, si sono intanto mosse ieri per chiedere in tribunale di impedire all’Arkansas di usare i loro farmaci per uccidere sette persone. Le esecuzioni, previste nell’arco di 11 giorni in una sorta di “catena di montag- gio” della morte, sono le prime in Arkansas dal 2005. L’urgenza è dovuta al fatto che le scorte di midazolam, uno dei tre farmaci dell’iniezione, scadono a fine aprile. Dal 1976, quando la Corte Suprema ha dato luce verde al ritorno della pena di morte, nessuno stato ha giustiziato tanti detenuti in un arco di tempo così stretto e la raffica di esecuzioni ha scatenato denunce e proteste: veglie davanti alla residenza del governatore Asa Hutchinson, marce di Venerdì Santo nel cuore di Little Rock. Mobilitati anche suor Helen Prejan, la protagonista del film “Dead Man Walking”, e lo scrittore John Grisham, originario dell’Arkansas: le esecuzioni sono, a suo avviso, “uno spettacolare deragliamento legale”, Fresenius Kabi Usa produce il cloruro di potassio che ferma il cuore. West-Ward fornisce il midazolam che dovrebbe addormentare ma che non sempre funziona a dovere, tant’è che un giudice della Corte Suprema, Sonia Sotomayor, ha paragonato la morte sul lettino all’essere “bruciato su una graticola”. Entrambe le aziende sono sussidiarie di aziende di oltreoceano: tedesca la pri- ma, giordana con base a Londra la seconda. Entrambe hanno protocolli che proibiscono la vendita dei loro farmaci per iniezioni letali. Il caso di Pfizer è ancora più clamoroso: se il colosso del Viagra ha concluso che “nessuna azione legale avrebbe ga- rantito il ritorno del prodotto prevenendone l’uso indebito”, al ricorso in giudizio sta invece pensando McKesson, che ha accusato l’Arkansas di aver “intenzionalmente circuito le politiche aziendali”, sostenendo che il bromuro di vecuronio, un anestetico, sarebbe stato usato “a scopo medico”.


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