Strappo con il Congresso



SIRIA/TRUMP INTERVIENE SENZA CHIEDERE L’AUTORIZZAZIONE, DEM FURIOSI

NEW YORK. Strappo col Congresso di Donald Trump, che alla fine ha deciso di intervenire in Siria senza chiedere alcuna autorizzazione. Solo qualche telefonata in serata ad alcuni deputati e senatori, quando i missili erano già in volo verso gli obiettivi prescelti. E in molti attaccano: la decisione dell’azione militare è stata una decisione “incostituzionale”. Eppure fino a poche ore prima dalla Casa Bianca e dal Pentagono erano arrivate ampie rassicurazioni a Capitol Hill: prima che scatti l’offensiva, sarete in- formati. Lo aveva promesso anche il segretario alla Difesa James Mattis illustrando a deputati e senatori la situazione, e rassicurandoli sul fatto che anche in caso di raid punitivi contro Assad gli Usa non si faranno mai coinvolgere nella guerra civile siriana. Invece è toccato al segretario di Stato reggente, in attesa che venga confermata la nomina di Mike Pompeo, fare quelle poche chiamate a cose praticamente già fatte, cosa che ha fatto infuriare soprattutto tantissimi democratici, che parlano esplici- tamente di violazione della costituzione da parte del presidente. Contestando il suo potere di agire senza passare dal Congresso. Un vero e proprio fuoco di fila dalla leader della minoranza alla Camera Nancy Pelosi alla senatrice Elizabeth Warren, passando per l’astro nascente dei senatori dem Cory Coker, che in molti vedono candidato alla Casa Banca nel 2020. Non manca chi avanza anche il dubbio che dietro la decisione di Trump, nonostante gli enormi rischi, ci sia la volontà di oscurare, almeno in parte, l’offensiva nei suoi confronti sia sul fronte del Russiagate sia su quello dell’inchiesta penale che ha coinvolto l’avvocato personale del tycoon, Michael Cohen. Con molti osservatori che sottolineano come adesso sia più quest’ultima a preoccupare il presidente che le indagini del procuratore speciale Robert Mueller. “Il presidente in base all’articolo 2 della costituzione ha il diritto e il potere di prendere in qualunque momento decisioni per difendere gli interessi del Paese”, ha replicato comunque la Casa Bianca. E così ha risposto anche la portavoce del Pentagono Dana White a chi gli chiedevase Trump in futuro chiederà l’autorizzazione de Congresso prima di sferrare nuovi eventuali attacchi in Siria. Ma la critica rivolta al tycoon è ben riassunta in un editoriale di The Atlantic, che ricorda anche altri esempi, come l’azione militare in Libia decisa da Barack Obama: il presidente non ha l’autorità di ordinare bombardamenti e di ricorrere all’uso della forza in qualunque Paese straniero, serve sempre l’ok del Congres- so. Pena una grave violazione della carta costituzionale.


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