Su Marte c’è l’ossigeno

E’ STATO “ANNUSATO” DAL LABORATORIO DELLA NASA CURIOSITY



Davide Pacicucci

ROMA. I suoi livelli crescono e diminuiscono con l’alternarsi delle stagioni e gli scienziati non riesco- no a capire perché. Si tratta dell’ossigeno, che i ricercatori della Nasa hanno scovato nell’atmosfera di Marte, sui cieli del cratere Gale. Ad ‘annusarlo’ per primo il laboratorio della Nasa Curiosity che scorrazza su Marte dal 2012. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets dagli scienziati di Curiosity, coordinati da Melissa Trainer, del Goddard Space Flight Center della Nasa. Le analisi sono state fatte dal laboratorio di Curiosity, Sam (Sample Analysis at Mars), che ha misurato negli ultimi tre anni marziani, pari a circa sei anni terrestri, i cambiamenti stagionali delle molecole di ossigeno su Gale, scoprendo che si comporta come il metano, studiato sempre da Curiosity. I suoi livelli sono infatti molto bassi d’inverno, al di sotto dell’1%, scrive la Nasa, ma crescono fino al 30% in primavera ed estate. “Fa bene la Nasa a mantenere la cautela su questi risultati. Non sap- piamo, ad esempio, se siano circoscritti o possano essere estesi su scala planetaria”, commenta Enrico Flamini, che insegna esplorazione del Sistema Solare all’Università degli studi Gabriele d’Annunzio di Chieti. “È, però, singolare - prosegue - che ci sia questa corrispondenza tra il metano e l’ossigeno, come se siano in qualche modo collegati”, aggiunge Flamini. Gli esperti della Nasa non hanno una risposta. La crescita e la repentina diminuzione dei livelli di ossigeno non possono essere spiegati, infatti, con le normali dinami- che dell’atmosfera. Per gli scienziati, deve esserci un’altra causa, ad esempio di natura geologica. Una seconda possibile spiegazione è invece legata alla presenza di forme di vita batterica, mai dimostrata finora. “In quest’ottica - ha spiegato Flamini - diventa ancora più importante la missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ExoMars 2020", che prenderà il via l’anno prossimoLa missione, in cui l’Italia ha un ruolo importante a partire dalla progettazione del trapano che perforerà il sottosuolo di Marte fino a circa due metri, ha l’obiettivo di cercare tracce di vita, presente o passata, su Marte. Un obiettivo simile a Mars 2020 della Nasa. Per Flamini, “più studiamo Marte, più scopriamo che è un pianeta complesso. Con un ambiente - conclude - diverso dalla Terra, ma non così alieno dal nostro Pianeta”.

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