Subito 2mld per i ristori

POI ALTRI AIUTI DA 8 MLD. PRESSING PER STOP ALLE TASSE. E RATE. SPUNTA IL “TESORETTO”



di Silvia Gasparetto

ROMA. Una dote che sale di ora in ora, in uno schema che rimane con tre decreti e due richieste di scostamento di qui ai primi giorni di gennaio, per sostenere le attività economiche sempre più provate dalla crisi Covid in attesa di superare anche la seconda ondata: salgono così da 1,4 a circa 2 miliardi le risorse a disposizione per il primo dei tre decreti, il Ristori ter, che il governo varerà subito, mentre il nuovo mini-scostamento utile a finanziare un ulteriore Ristori quater già la prossima settimana dovrebbe valere circa 8 miliardi. Poi toccherà a un nuovo scostamento, “l’ultimo” dice con ottimismo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che servirà a “concludere” la fase dell’emergenza, probabilmente con altri 15- 20 miliardi. Proprio questa iniezione di extradeficit di inizio 2021 potrebbe consentire, tra l’altro, di liberare almeno in parte i 3,8 miliardi appostati con la manovra in un apposito fondo anti-Covid, pensato per avere pronto un budget da destinare via via alle nuove esigenze delle imprese. Risorse che con il passare delle settimane e l’inasprirsi delle misure per contenere il contagio sono apparse presto insufficienti e che ora potrebbero essere dirottate su altre misure, da concordare in Parlamento, mentre il Fondo Covid sarebbe sostituito dall’ulteriore decreto ristori 2021. Spunterebbe quindi un ‘tesoretto’ utile a dare spazio alle modifiche parlamentari e a placare le fibrillazioni che si registrano anche nelle file della maggioranza per i tempi sempre più stretti per l’esame dei provvedimenti e le risorse irrisorie (800 milioni in tutto quelli per la legge di Bilancio) lasciate per le proposte di deputati e senatori: un segnale dell’insofferenza a fare solo i “passacarte” l’ha mandato anche la commissione Bilancio della Camera, guidata dal dem Fabio Melilli, che ha stralciato 30 norme tra misure “ordinamentali” e interventi “localistici” (dal Mantova Hub al tavolo per il Giubileo fino al rinvio di un altro anno del federasmo fiscale). I tempi restano comunque strettissimi: giovedì prossimo Camera e Senato voteranno la richiesta di scostamento da 8 miliardi che, grazie al buon andamento delle entrate, potrebbe consentire comunque di rimanere entro i limiti di deficit previsti per quest’anno (10.8%). Subito dopo il governo varerà il decreto Ristori quater che dovrebbe prevedere anche il rinvio delle scadenze fiscali di novembre e dicembre. Il tema delle tasse è molto sentito: in Toscana 50mila attività, fa sapere Confcommercio, sono pronte allo “sciopero fiscale” mentre le opposizioni, a partire da Forza Italia, continuano a chiedere un “semestre bianco”. Il pressing per sospendere tutte le scadenze da qui a fine anno arriva anche dalla maggioranza, a partire da Italia Viva che preme anche per rinviare le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio che riprenderebbero dal 10 dicembre. L’ipotesi sarebbe quella di rinviare il secondo acconto Irpef, Irap e Ires del 30 novembre, contributi previdenziali e ritenute fiscali del 16 dicembre e Iva il 27 dicembre per tutte le imprese che abbiano perso nel primo semestre almeno il 33% del fatturato e che fatturino fino a 50 milioni di euro. Interventi molto costosi - anche se finora “il 60%” ha continuato a pagare le rate e molti contribuenti riceveranno “l’encomio” per le tasse, ha ricordato Gualtieri - sui quali servirebbe ancora un supplemento di riflessione. Ma in molti chiedono anche di dare nuovi fondi ai Comuni per aiutare le imprese più in difficoltà (magari con anticipi poi ripianati dallo Stato, come promesso dal premier Giuseppe Conte), mentre c’è chi guarda anche a prorogare il blocco degli sfratti. Intanto con il decreto Ristori ter - che sarà sicuramente assorbito dagli altri due decreti Ristori - si andrà a rimpolpare il plafond per i contributi automatici a fondo perduto per le Regioni che via via si colorano di arancione e di rosso, e per ampliare la lista degli Ateco destinatari degli aiuti. L’Agenzia delle Entrate, che sta inviando fin dai primi giorni i bonifici automatici a fondo perduto, nel frattempo ha aperto il canale per le domande che si potranno inviare fino a metà gennaio per chi non aveva chiesto aiuto in estate o non poteva perché oltre la soglia dei 5 milioni di fatturato, venuta meno con la seconda ondata della pandemia.

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