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"Sui migranti lasciati soli"



VERTICE DI ABIDJAN/IL PREMIER ATTACCA LA FRANCIA: BISOGNA METTERE I SOLDI

ABIDJAN. "Non possiamo fare da soli. Ma stiamo facendo da soli". Paolo Gentiloni (nella foto a destra) rivendica così il ruolo dell'Italia sul dossier migranti, a partire dalla Libia. Lo fa a margine del vertice tra Unione europea e Unione africana ad Abidjan, dove si parla di giovani e futuro dell'Africa, ma dove il tema delle migrazioni ha preso la scena, con Emmanuel Macron che ha avocato a sé l'iniziativa. Ma l'iniziativa, rimarca il premier, finora è stata dell'Italia. È un successo del governo "l'impressionante crollo dei flussi". E i soldi li mettiamo "solo noi con Germania e Ue". Sottinteso, non la Francia. Gentiloni partecipa al summit di Abidjan con oltre ottanta di leader europei e africani, dopo aver visitato Tunisia, Angola e Ghana. L'Africa "torna in cima alla nostra agenda perché, come ci ricordano anche i flussi migratori, da questo continente dipende il futuro dell'Europa", non si stanca di ripetere. E ricorda le opportunità economiche per l'Italia, annunciando che nel 2018 ospiteremo un "grande meeting" con le piccole e medie imprese africane. Ma nota che da Abidjan emerge soprattutto un "soprassalto di consapevolezza e disponibilità" degli africani sul tema migranti. Su questa disponibilità bisogna lavorare per aumentare i rimpatri, secondo Gentiloni. Senza "parlare di deportazioni". Ma con l'impegno di ciascuno "sul terreno". Un invito quest'ultimo rivolto soprattutto alla Francia di Macron, che dopo aver ospitato l'incontro tra Haftar e Serraj a Parigi, cerca un nuovo protagonismo in Libia: avoca a sé, alla vigilia del vertice di Abidjan, l'iniziativa per chiedere all'Africa di aiutare a smantellare i campi dei migranti libici e fa sapere di aver convocato un vertice sulla Libia che si svolge in serata ad Abidjan, cui partecipano Gentiloni, Merkel e Rajoy insieme al leader libico Serraj, Niger, Ciad, Onu, Ua e Ue. Il premier italiano non entra in polemica e con Macron si ferma più volte a parlare a margine del vertice. Ma in conferenza stampamette i puntini sulle 'i': l'Italia e la Francia possono "perfettamente" collaborare, afferma, ma "sul terreno". In concreto. Un esempio? C'è da finanziare il fondo fiduciario attivato a La Valletta che al momento languirebbe, se non fosse per il fatto che Italia e Germania ci mettono soldi. Ora, rivela Gentiloni, c'è un impegno dei quattro recalcitranti Paesi Visegrad. Ma "tutti" devono "rimboccarsi le maniche". La Francia non la cita, ma è nel gruppone degli inadempienti sui quali promette pressing nel prossimo Consiglio europeo. Quanto all'Italia, "ha fatto a testa alta e con orgoglio la sua parte", rivendica il premier. È un nostro successo il calo "straordinario dei flussi migratori irregolari: nei cinque mesi da luglio a novembre, siamo passati rispetto ai 102786 del 2016 a 33288 del 2017 arrivi". Ma nasce dal lavoro italiano anche l'apertura da parte libica di un campo "dove i rifugiati si stanno già prenotando", e l'accordo stretto da Oim per 4 voli settimanali di rimpatri. "Che ci siano rimpatri, maggior controllo della costa libica e presenza a sorvegliare i diritti umani è una notizia che nel network dei traffici illegali sta circolando dal tempo, qualcuno sta dicendo che già riducendo i flussi dal Niger", sottolinea Gentiloni. Che oppone i risultati alle promesse anche quando sottolinea che i 40 miliardi per l'Africa annunciati nel prossimo bilancio Ue "rendono l'entità dell'impegno ma nessuno ha staccato l'assegno". Il vertice di Abidjan è per il premier italiano anche l'occasione di parlare conAngela Merkel, il portoghese Antonio Costa e il belga Charles Michel di un dossier caro all'Italia come la candidatura di Padoan alla presidenza dell'Eurogruppo. Ma il risultato difficilmente l'Italia lo porterà a casa: il governo è in scadenza, spiega, Padoan non assicura continuità.


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