Sulle tracce del “branco”



IL GIOVANE UCCISO A BOTTE PER AVERE DIFESO LA SUA RAGAZZA: NOVE INDAGATI

ROMA. Si stringe il cerchio attorno ai responsabili del brutale pestaggio di Emanuele Morganti, il ventenne aggredito fuori da un locale di Alatri, in provincia di Frosinone, e morto domenica dopo due giorni di agonia. Sono nove gli indagati che nel pomeriggio di ieri sono stati convocati in Procura. Alcuni di loro rischiano l’arresto con l’accusa di omicidio. Si tratta di otto italiani, tra cui padre e figlio, e di un cittadino albanese. Gli inquirenti hanno cercato di ricostruire con esattezza i “ruoli” di ognuno e stabilire chi ha inferto al ragazzo il colpo alla testa che gli ha provocato le lesioni mortali. E in un video potrebbero essere contenute le immagini del terribile massacro. I carabinieri della compagnia di Alatri stanno analizzando le immagini registrate da una telecamera che inquadra ad ampio raggio tutta la piazza dove è avvenuta l’aggressione e che, quindi, potrebbe aver immortalato gli istanti in cui Emanuele veniva pestato. Decine le persone, tra amici e testimoni, ascoltate. Effettuato anche un sopralluogo nel locale. A quanto ricostruito il movente del pestaggio avvenuto la notte tra venerdì e sabato è legato ad un apprezzamento di troppo ricevuto dalla ragazza di Emanuele mentre la coppia si trovava nel locale. Quella sera Emanuele era arrivato dalla frazione di Tecchiena, dove abita con la famiglia, assieme alla sua fidanzata per ascoltare musica. Verso le due di notte la coppia era al bancone del bar quando si è avvicinato un giovane albanese, che ha iniziato a importunare la ragazza. E’ scoppiata una lite e a quel punto sarebbero intervenuti i buttafuori che hanno trascinato Emanuele fuori. Poi il pestaggio davanti a decine di persone indifferenti. Sulla terribile morte di Emanuele è intervenuto anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella: “Bisogna contrastare le violenze, come quella avvenuta ad Alatri”. Durante il pestaggio uno degli aggressori avrebbe sferrato il colpo fatale, forse con una spranga di ferro che ha provocato al ragazzo fratture al cranio e causato delle emorragie. Trasportato in condizioni gravissime al policlinico Umberto I di Roma, Emanuele è stato operato d’urgenza, ma le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate e domenica sera è deceduto. Sgomento e rabbia nella cittadina alle porte di Frosinone. “Devono marcire all’inferno - sottolinea un’abitante - se giustizia non sarà fatta la dovremo fare noi. Basta. Hanno spezzato una vita... Hanno distrutto una famiglia”. E ancora: “Questa tragedia è solo l’epilogo gravissimo di tantissimi altri episodi di delinquenza che sono avvenuti in questi anni - sottolinea una cittadina - .Si è cominciato con il furto degli sportelli di rame, si è continuato con gruppi di ragazzi che, ubriachi fradici, si danno ad atti di vandalismo e che ogni tanto si menano tra loroesièfinitiall’omicidiodiEmanuele.Lapazienza è terminata”.


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