Super poteri alla Costituente


VENEZUELA/MA L’ASSEMBLEA PRESIEDUTA DA JULIO BORGES NON NE RICONOSCE LA LEGITTIMITÀ


CARACAS. È stallo totale nella crisi venezuelana. Mentre l'As- semblea Costituente promossa da Nicolas Maduro e il Parlamen- to in mano all'opposizione si al- ternano nella sede del Legislati- vo di Caracas, disconoscendosi a vicenda, lo stesso dialogo tra sordi si replica anche a livello regionale, fra i paesi che accu- sano il governo di golpismo e i pochi alleati che restano fedeli al chavismo.

Dopo che martedì la Costi- tuente si è proclamata al di so- pra di ogni struttura dello Stato, subordinando dunque il Parla- mento alla sua autorità, ieri è sta- ta l'assemblea presieduta dall'an- tichavista Julio Borges a riunirsi nello stesso emiciclo - questa volta senza i ritratti di Bolivar e Chavez - dopo aver dichiarato di non riconoscere la legittimità della Costituente.

La riunione odierna del Par- lamento ha permesso all'oppo- sizione di manifestare la sua gra- titudine ai 13 paesi americani che ieri hanno approvato a Lima una dichiarazione nella quale hanno respinto e dichiarato illegittima la Costituente ed espresso il loro appoggio al Legislativo.

"Queste nazioni stanno se- guendo la situazione in Ve- nezuela, perché vogliono che si restauri l'ordine democratico, e questo ci deve motivare a man- tenere la pressione della piazza contro questo regime", ha detto Borges.

Al vertice di Lima il governo di Maduro ha risposto con una riunione dell'Alleanza bolivaria- na dei popoli (Alba) nella quale Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicara- gua, El Salvador, Suriname e un pugno di piccole nazioni dei Ca- raibi hanno appoggiato il gover- no di Caracas. Maduro ha ap- profittato dell'occasione per pro- porre "un grande dialogo regio- nale", per "restituire al nostro paese il rispetto che ci è dovu- to", suggerendo la possibilità di un "vertice della riunificazione continentale" che la Comunità degli stati latinoamericani e dei Caraibi (Celac) potrebbe convo- care nel Salvador, senza fornire ulteriori informazioni.

L'ultima sessione della Celac, convocata su richiesta del Venezuela, si è chiusa senza che sia stata adottata nessuna riso- luzione, per la mancanza di con-senso. Nel frattempo, la pressione interna ed esterna sul gover- no di Maduro non si allenta.

Da Washington sono state annunciate nuove sanzioni con- tro 8 alti dirigenti di Caracas, compreso il fratello di Hugo Chavez, Adan, mentre la Procu- ratrice Generale venezuelana, Luisa Ortega Diaz - estromessa dalla Costituente - ha diffuso una dichiarazione nella quale sottolinea che "è ormai chiaro che qui esiste un governo de facto, dopo un colpo di Stato contro la Costituzione".

Nello stesso documento, Ortega Diaz ha rivelato che nel- le inchieste svolte dal suo or- ganismo sui 128 cittadini uccisi durante le manifestazioni anti- governative che si susseguo- no dallo scorso aprile è stato stabilito che in almeno il 25% dei casi sono implicati "organi- smi statali coinvolti con pesan- ti violazioni dei diritti umani", ma nel 60% di questi casi i man- dati di arresto non sono stati eseguiti dalle autorità compe- tenti, militari o civili.


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