Talebani alla riscossa, l’Aghanistan ora trema



TERRORISMO/DIVERSI ATTACCHI SUICIDI SCUOTONO IL PAESE: OLTRE 250 MORTI

KABUL. Non si placa la furia dei talebani e delle altre forze antigovernative in Afghanistan che ieri sono tornate a compiere uno spettacolare attentato davanti all'Accademia militare afghana a Kabul: un kamikaze si è schiantato contro un minibus che riportava a casa un gruppo di cadetti uccidendone almeno 15 e ferendone quattro. Questo è stato solo l'ultimo di una serie di attacchi che negli ultimi cinque giorni hanno fatto strage di oltre 250 fra membri delle forze di sicurezza e civili nella capitale e in varie province del Paese. La giornata era apparsa subito difficile perché all'alba il sonno degli abitanti di Kabul era stato interrotto dalla sorda esplosione di almeno tre razzi nelle aree di Wazir Akbar Khan e Shash Darak, all'interno della 'zona verde' che ospita edifici governativi, ambasciate straniere e il quartier generale della Nato. L'operazione, spettacolare, non ha però causato vittime. Invece di morti ve ne erano stati, e molti, il giorno prima quando un attentatore, che poi l'Isis ha rivendicato come proprio, è riuscito a mescolarsi a Kabul fra i fedeli sciiti della moschea dell'Imam Zaman, lanciando prima due bombe a mano e poi attivando l'esplosivo del suo giubbetto, e provocando una vera e propria strage, 85 morti e 64 feriti. Nelle stesse ore in una provincia remota dell'occidente afghano, Ghor, un altro kamikaze ha preso di mira in una moschea durante la preghiera del venerdì un "odiato" comandante locale, Fazal Ahmad, facendosi esplodere. L'attacco però è costato la vita anche ad altre 32 persone innocenti.Nei giorni precedenti i talebani avevano colpito, martedì, il Centro di addestramento della polizia a Gardez City, nella provincia orientale di Paktia (quasi 50 vittime), e poi un commissariato di polizia nella provincia centro-orientale di Ghazni (altre 26 vittime). Infine giovedì un commando armato era penetrato in una base dell'esercito nel sud, in Kandahar, annientando letteralmente il contingente di 60 uomini presente: 43 morti, nove feriti, sei dispersi e due soli superstiti. Immediate e senza mezzi termini le condanne per questi attentati da parte delle autorità governative afghane e internazionali, con il presidente Ashraf Ghani che ha parlato di "crimine contro l'umanità" per gli attacchi alle due moschee. E con i vertici della Missione 'Resolute Support' della Nato che, stigmatizzando la strage di cadetti ieri a Kabul, ha sostenuto che "l'attacco contro l'Università nazionale per la Difesa Marshall Fahim è un attacco contro il futuro dell'Afghanistan e delle sue forze di sicurezza". Esso, si dice ancora, "mostra che gli insorti sono disperati e non possono sconfiggere le forze di difesa nazionale afghane (Andsf) sul campo di battaglia". Questa argomentazione, certamente valida, non cancella però le perplessità degli analisti, i quali ritengono che mai come oggi la comunità dovrebbe concentrarsi su come convincere i talebani a sedersi al tavolo negoziale.


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