Thanksgiving ristretto

JOE BIDEN LO HA TRASCORSO IN CASA CON LA MOGLIE JILL, LA FIGLIA E IL GENERO



WASHINGTON. Joe Biden dà il buon esempio e celebra il Thanksgiving nella sua casa di Wilmington solo con la moglie, la figlia e il genero, dopo aver lanciato nel suo accorato discorso alla nazione un appello a unirsi anche nel sacrificio di rinunciare alla tradizione di viaggiare e riunire l’intera famiglia per combattere una pandemia che negli Usa ha rialzato pericolosamente la testa. Un banco di prova che evoca il dibattito in Europa sulle feste di Natale. “Il Thanksgiving è sempre stato un momento speciale per la famiglia Biden. E se da un lato so che questo non è il modo in cui molti di noi speravano di trascorrere la festività, il piccolo atto di stare a casa è un dono per i nostri concittadini americani”, ha twittato, postando una foto con la moglie Jill, probabile cuoca del tacchino d’ordinanza. La coppia ha firmato anche un intervento per la Cnn ringraziando tutti coloro che sono in prima linea contro il virus ed evocando il dolore per quella “sedia vuota” a tavola di un parente vicino o lontano che non si è messo in viaggio per proteggere la comunità o che è morto a causa del Covid. Donald Trump invece è rimasto alla Casa Bianca partecipando ad una videoconferenza privata con membri dell’esercito per la festa del Ringraziamento e annegando i suoi telegrafici auguri di “Happy Thanksgiving” nella marea di tweet sui presunti brogli elettorali, con cui ha contestato anche il record di preferenze ricevute dal suo rivale. “E’ impossibile che Biden abbia ricevuto 80 milioni di voti! Sono state elezioni truccate al 100%”, ha cinguettato, non pago evidentemente del secondo posto assoluto con oltre 73 milioni di voti, davanti all’odiato Barack Obama (69,5 milioni nel 2008). Trump resta ossessionato dall’esito delle urne e probabilmente continuerà a delegittimare la vittoria di Biden con la falsa teoria cospirativa delle frodi elettorali. “In America abbiamo elezioni libere e giuste, e poi onoriamo i risultati”, gli ha risposto a distanza il presidente eletto, concentrando però gran parte del suo discorso alla nazione sulla necessità di superare le divisioni e unirsi nella lotta al virus, raddoppiare gli sforzi e tenere duro in attesa dei vaccini, per poter tornare all’America delle speranze, delle possibilità, dei sogni. Ma molti non hanno raccolto il suo appello e quello delle autorità sanitarie. Milioni di americani si sono messi in viaggio per il lungo weekend del Ringraziamento nonostante la pandemia sia forse al suo punto più precario negli Usa dopo quasi 13 milioni di casi e oltre 262 mila morti: la media dell’ultima settimana è di 176 mila contagi al giorno, con più di 2200 vittime sia mercoledì che giovedì, i livelli più alti da inizio maggio. E i leggeri miglioramenti nel Midwest sono vanificati dai nuovi focolai su entrambe le coste e nel Southwest, dove le autorità corrono ai ripari con nuove restrizioni. Come quelle preannunciate a breve dal sindaco dem di New York Bill de Blasio, che pensa di chiudere le palestre e il servizio all’ interno dei ristoranti in una città dove anche la tradizionale sfilata di Macy’s per Thanksgiving si è svolta senza folla ed è stata trasmessa in tv. Decisioni che cozzano con la decisione della Corte Suprema di cancellare le limitazioni ai servizi religiosi imposte dal governatore di New York Andrew Cuomo, anche lui democratico, per combattere il virus: “Violano il primo emendamento sulla protezione del libero esercizio della religione”, secondo la corte, che si è divisa (5 a 4), con il voto determinante della nuova giudice conservatrice nominata da Trump, Amy Coney Barrett. Gli esperti di salute pubblica sono terrorizzati da ciò che potrebbe accadere negli Usa. Il dottor Joseph Varon, chief of staff al United Memorial Medical Center di Houston, ha dipinto uno scenario a tin- te fosche: “la mia preoccupazione per le prossime sei-dodici settimane è che se non facciamo le cose per bene, l’America vedrà i giorni più bui nella sua storia medica moderna”. “Temo che l’impennata della festa del Ringraziamento si aggiungerà a quella che diventerà l’ondata di Natale”, ha avvertito da parte sua Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy presso l’Università del Minnesota. Gli US Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) prevedono tra i 294.000 e i 321.000 morti negli Stati Uniti entro il 19 dicembre.

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