Tir uccide operaio egiziano


PIACENZA/INVESTITO DAL MEZZO NEL CORSO DI UNA MANIFESTAZIONE SINDACALE


PIACENZA. Due versioni inconciliabili tra loro si contrappongono per la tragica morte di un operaio, travolto da un tir mercoledì notte all’esterno di una ditta piacentina di logistica mentre era in corso un’aspra vertenza tra il sindacato Usb e i vertici dell’azienda, la Gls: per la procura si è trattato di una fatalità, un incidente; per il sindacato di base è stato “un omicidio padronale”.La vittima, Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53enne, proveniva dall’Egitto: un Tir che stava uscendo dopo le normali operazioni di carico lo ha investito e ucciso sul colpo davanti agli occhi degli altri operai che si trovavano di fronte ai cancelli, e della polizia che stava vigilando a causa della tensione di questi giorni. Una tensione ricorrente, visto che già questa primavera, sempre alla Gls di Piacenza, si era arrivati a un passo dagli scontri con le forze dell’ordine per motivi sindacali. La dinamica, appunto, non è chiara. O meglio, per la procura della Repubblica di Piacenza vi sono pochi dubbi: è stata una tragica fatalità, il camionista 43enne stava svoltando a destra e non si è accorto che l’operaio, per protesta, stava andando incontro al suo tir per fermarlo. Un gesto isolato quello dell’operaio, come conferma il capo della procura di Piacenza Salvatore Cappelleri: “In quel momento sappiamo per certo che non vi era alcun picchettaggio all’esterno della ditta. Nessuna manifestazione in atto. I lavoratori erano riuniti all’esterno in attesa di conoscere l’esito della trattativa in corso negli uffici”. Il camionista, che ha trascorso la notte in questura a Piacenza assieme a numerosi testimoni, è stato rilasciato all’alba. E’ indagato a piede libero per omicidio stradale. Probabilmente - dicono gli inquirenti - dalla sua visuale della cabina non ha visto l’egiziano che voleva fermarlo per protesta. Infatti non si è nemmeno accorto di averlo investito. Si ipotizza che la vittima stesse per stendersi a terra davanti alle ruote del mezzo pesante, ma sarà l’autopsia a chiarirlo in base alle lesioni che verranno trovate sul cadavere. Fatto sta che per sottrarlo al linciaggio degli altri lavoratori, è stato portato di corsa questura su una volante. “Per fortuna - conclude Cappelleri - che c’era la polizia in quel momento, quando è accaduto il fatto”. Smentito categoricamente anche dal pm Emilio Pisante, titolare dell’indagine, che un addetto all’ingresso abbia incitato il camionista a partire a tutti i costi. Il sindacato di base Usb, noto per i toni battaglieri, ha convocato i giornalisti e il responsabile nazionale della logistica Riadh Zaghdane ha gettato benzina sul fuoco. Ha annunciato blocchi all’esterno dell’azienda, manifestazioni di ogni genere e azioni legali. Ma soprattutto ha parlato di “assassinio padronale” e puntato il dito in primis contro l’azienda colpevole di “aver scelto il profitto del ‘vai vai col camion’ a tutti i costi a discapito dei lavoratori”. Mentre ha accusato la polizia di non aver vigilato sufficientemente all’esterno della ditta, ma di essersi preoccupata unicamente di inviare agenti della Digos intorno al tavolo della trattativa dentro gli uffici. Tra l’altro, il sindacato di base ha indetto una manifestazione per sabato a Piacenza e dichiarato lo sciopero immediato di tutto il settore della logistica a livello nazionale dalle 5 di ieri alle 5 di oggi, con blocco dei magazzini e delle merci. Ha indetto anche manifestazioni presso gli Uffici del Governo. E a Bologna scontri sono avvenuti durante una manifestazione dell’Usb e di alcuni collettivi; davanti alla stazione c’è stata un breve carica della polizia.


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