Tocca alla giovane Francia



MONDIALI/SEMIFINALI: NON SOLO GRIEZMANN E MBAPPÉ, MA ANCHE KANTÉ

SAN PIETROBURGO (Russia). Vent’anni dopo il trionfo in casa a spese del Brasile di Ronaldo Fenomeno, la Francia ci riprova. La prospettiva di cucire sulla maglia la seconda stella da campione del mondo si sta fa- cendo concreta, anche se il ct Deschamps che quell’indimenticabile vittoria la visse da capitano sollevando la Coppa, cerca di fare il pompiere. L’ex juventino ama mettere la sordina a un certo tipo di ‘grandeur’, ma in realtà sogna anche lui di riscattare nel migliore dei modi la delusione della finale europea persa in casa due anni fa contro il Portogallo. Oggi ha l’occasione giusta, la semifinale mondiale contro il Belgio. Ma a Parigi e dintorni viene sempre un pò snobbato per via di quella frase di Baudelaire, “il Belgio è la parodia della Francia”, che ora la nazionale di Martinez vorrà smentire a tutti i costi. E poi la Francia, è il pensiero comune dei tifosi, non è da meno della squadra del ct Martinez, visto che fin da prima che Russia 2018 cominciasse era una delle protagoniste più attese. I Bleus sono la nazionale con l’età media più bassa del torneo iridato, 26 anni e 10 giorni, e se tutto andrà bene potrebbero trovare nella sfida per il titolo l’Inghilterra di Southgate, la cui media è di appena sette giorni più “anziana”. Prima però c’è da battere il Belgio, che nei quarti ha eliminato sua maestà il Brasile e che ha come asso nella manica ha quel Thierry Henry, coach degli attaccanti belgi, che nel 1998 era compagno di Deschamps e assieme a lui mandò in delirio una nazione intera. Ora invece vuole darle un dispiacere, da assistente ct del Belgio che devolve interamente in beneficenza il proprio compenso di 8.000 euro mensili. “Sarà strano trovarlo contro la Francia - ammette Deschamps - e anche una situazione particolare, se non difficile. Ma nel calcio succede anche questo, e del resto ‘Titì’ quando ha assunto il suo nuovo incarico sapeva fin dall’inizio che c’era un’eventualità del genere. A me comunque farà piacere rivederlo, lui era un talento emergente della nazionale quando io ero il capitano quasi a fine carriera”. Ma più che su Henry, alla Francia con verrà concentrarsi sui rivali in campo, anche se Deschamps è certo che i suoi si faranno trovare pronti. “Ho molto rispetto del Belgio - dice -, che non è arrivato fin qui per caso e contro il Brasile ha fatto una grande partita. Ma siamo preparati a ogni evenienza, e pronti ad adattarci a qualsiasi tipo di schieramento o modulo che i nostri avversari adotteranno. Sarà come in altre partite, come quando ab- biamo affrontato Messi negli ottavi e, in realtà, contro di noi non lo abbiamo visto, grazie anche al grande lavoro fatto da Kantè”. Che Belgio si aspetta? “Contro i brasiliani - spiega Deschamps - ha rinforzato il centrocampo e chiuso tutti gli spazi, ripartendo velocemente. Probabilmente domani farà lo stesso, ma sono sicuro che i miei si faranno trovare pronti”. Le insidie sono dietro l’angolo, ma Deschamps spera che la velocità di Mbappé e la classe di Griezmann perforino la non sempre impeccabile difesa belga.


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