Toninelli per lo stop alla Tav



GOVERNO/SECONDO IL MINISTRO SI TROVERÀ UN’INTESA CON LA FRANCIA

TORINO. Un referendum per salvare la Torino-Lione. Il giorno dopo il no del Comune di Torino all’opera, Sergio Chiamparino chiede a “questo governo maleducato che da sei mesi non ritiene di ricevermi” di mettere fine all’”insopportabile pantomima” sulla nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità. E propone un tavolo di confronto al quale sedersi per discutere della tratta naziona- le, ma non del tunnel di base che deve esser fatto “senza se e senza ma”. Altrimenti, prosegue, “chiederò ai piemontesi di dire se sono favorevoli a una decrescita infelice”. Una ‘minaccia’ che non sembra agitare l’esecutivo: il premier Conte annuncia lo stesso metodo della Tap, ma dall’epilogo ancora tutto da scrivere; più tranchat il ministro Toninelli, sicuro di poter trovare con Macron un accordo per fermare il supertreno. La Torino-Lione continua dunque a dividere la politica, e non solo, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia dalla parte della sua realizzazio- ne, come le oltre 545 mila imprese del Nord Ovest che hanno sottoscritto un “grande appello alla responsabilità sul futuro del Paese”. Diviso, invece, il mondo sindacale, con Fiom e Cgil Torino pronte a ribadire la contrarietà nei confronti di un progetto “da sempre ritenuto inutile”. Si intitola “Adesso basta!!” l’iniziativa di comuni- cazione delle piccole e medie imprese con cui dar voce “al disagio e alle preoccupazioni” per una situazione definita “in- sostenibile, paradossale, assurda, pericolosa”. “Le infrastrutture sono per noi l’idea di una società inclusiva. Collegano la pe- riferia al centro e il nostro Paese con l’Europa: rifiutiamo la visione di un’Italia periferica”, sottolinea Boccia, secondo cui l’impatto dell’opera sul Pil è “di circa 9 miliardi di euro, il triplo dell’investimento”. Di cifre parla anche la sindaca Chiara Appendino, che da Dubai prova a stemperare il dibattito: “Prima di qualsiasi precetto ideologico e di qualsiasi strumentalizzazione politica, si parta dai dati - è l’appello della prima cittadina da Dubai - . Per la Torino-Lione attendiamo di conoscere i dettagli dell’analisi costi-benefici in fase definizione da parte del governo. Questo è ciò che è stato votato ieri dal Consiglio Comunale di Torino”. Sminuisce il significato dell’ordine del giorno pentastellato, invece, il commissario straordinario per la Torino-Lione Paolo Foietta, secondo cui il voto di Torino è un atto politico privo di effetti, come “una mozione sulla pace in Palestina o sui migranti in Messico”. “In Francia - prosegue - l’unica discussione è su come finanziare le tratte d’accesso da Lione alla tratta transnazionale”, per cui “il ministro Toninelli straparla quando dice che Macron ha escluso la Tav dalle priorità”. Le cifre sembrano dargli TORINO. Non si placa la rabbia degli imprenditori per la decisione del consiglio comunale di Torino di chiedere il blocco della Tav. Con loro c’è il sinda- cato, ma non tutto: contestano l’opera la Fiom e la Cgil di Torino, che anche in passato hanno espresso un giudizio negativo. “Spe-o che, come per il Tap in Puglia, il presidente Conte si assuma la responsabilità di farla. Il problema non sono le penali, ma quanto ci costa e quanto perdiamo in futuro rispetto agli altri” tuona da Ivrea il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Nella stessa direzione va l’appello dei presidenti di Assolombarda e delle associazioni di Torino e degli industriali di Genova, mentre l’Api, l’associazione delle pmi torinesi, lancia la campagna di comunicazione ‘Adesso basta’, che prevede messaggi diffusi ogni settimana via web e sulla carta stampata, incontri con istituzioni e politici. Annamaria Furlan, numero uno della Cisl, parla di “decisione inaudita del Consiglio Comunale di Torino”, mentre il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ricorda che “Cgil, Cisl, Uil lo hanno scritto, insieme, nella loro piattaforma unitaria: le grandi opere devono essere realizzate”. In realtà la posizione della Cgil non è univoca. Si schiera a favore della Tav Vincenzo Colla, candidato, non ufficiale, alla segreteria genera- le: “La decisione del consiglio comunale di Torino e del governo di bloccare i lavori della Tav è assolutamente sbagliata”. Con- corda il segretario generale della Fillea-Cgil, Alessandro Genovesi, per il quale “fermare le 25 grandi opere individuate dal programma di investimenti pluriennale ‘Connettere l’Italia’ produrrebbe un danno grave al Paese”. Non la penda allo stesso modo Edi Lazzi, segretario generale della Fiom Torino: “Siamo sempre stati contrari alla Tav, e lo saremo sempre, non è utile alla col- lettività”. Non è d’accordo neppure la Cgil di Torino che al congresso approva un ordine del giorno contro la Tav, con 163 voti a favore, 47 contrari e 22 astenuti. La Cgil cointesta l’idea che il contrasto al declino di Torino possa avvenire attraverso le grandi opere. ragione, dal momento che a Saint-Martin- La-Porte si è superato il 60% dei 9 chilometri della galleria geognostica destinata a restare come primo tratto del tunnel di base. Le differenze riguardano anche i costi di un eventuale stop. Foietta parla di oltre due miliardi di euro, tra penali e spese per contenziosi. “Non è assolutamente una cifra che sta in piedi”, ribatte il ministro Toninelli. “Io sto aspettando le risposte dei tecnici - insiste - ma sulla Tav si dovevano fare soltanto gallerie esplorative per la ricerca geognostica in modo da valutare i materiali necessari all’opera. Invece hanno fatto un buco grande quanto il tunnel”. Una revisione, questo è certo, comunque ci sarà, non fosse altro perché - ricorda il premier Conte - era scritto nel contratto di gover- no.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA