Toshiba/Bilancio, buco sul nucleare Usa



Si dimette il presidente. La casa giapponeserinvia i conti e crolla in Borsa. Anche Nikon in difficoltà

TOKYO. Il buco nei conti Toshiba lasciato dalla divisione nucleare statunitense assume contorni sempre maggiori, arrivando a coinvolgere il management del colosso giapponese. L'ultimo a pagare con le proprie dimissioni le conseguenze della gestione impropria dei conti dell'azienda è il presidente Shigenori Shiga, manager con lunga esperienza proprio nel comparto nucleare. Il conglomerato nipponico ha reso noto che rilascerà i dettagli sui conti entro il 14 marzo. Un mese di "rinvio" che è stato chiesto a causa delle indagini relative alla sua divisione statunitense: Toshiba, senza fornire ulteriori elementi, ha infatti spiegato che un 'informatore' interno ha alimentato sospetti che il management alla divisione Usa (Westinghouse Electric) abbia "esercitato pressioni inadeguate sui conti dell'unità". L'azienda ha anticipato i risultati preliminari - che necessitano ancora dell'approvazione dei revisori - e come da previsioni per il periodo compreso tra aprile e novembre 2016 le perdite raggiungono i 500 miliardi di yenl'equivalente di 4,1 miliardi di euro. Per l'intero anno fiscale, Toshiba si attende una perdita di 390 miliardi di yen, da un utile inizialmente previsto di 145 miliardi. L'amministratore delegato Satoshi Tsunakawa ha indicato che tutte le opzioni sono sul tavolo per la divisione che produce memorie di massa, la più redditizia dell'azienda, inclusa quella di cessione dell'intera quota. Negli ultimi anni l'azienda nipponica ha concentrato la sua strategia di crescita sulle infrastrutture per le centrali atomiche, una scelta che si è dimostrata fallimentare dopo la catastrofe di Fukushima. Adesso, conferma Toshiba, si concentrerà sulla vendita di progetti per reattori e servizi nucleari, smettendo di costruire gli impianti. La decisione di ieri ha contribuito alla perdita di un altro 9% del titolo in Borsa, dopo la cancellazione di oltre il 50% della capitalizzazione di mercato da fine dicembre, la data in cui Toshiba ha divulgato le prime notizie sul valore delle svalutazioni in Usa. Notizie poco incoraggianti arrivano anche da un altro colosso della tecnologia nipponica, la Nikon, che deve fare i conti con il cambio repentino delle abitudini dei consumatori. I costi di ristrutturazione e la svalutazione delle attività dei sistemi litografici per semiconduttori provocano una perdita di 831 milioni di yen nei 9 mesi terminati a dicembre. A pesare sui bilanci, inoltre, la debolezza della domanda per gli apparecchi fotografici con lenti intercambiabili e la fascia delle fotocamere digitali compatte. Per l'anno fiscale 2017, complice anche le aspettative di uno yen più forte, Nikon ha rivisto al ribasso sia le stime sul fatturato che sull'utile operativo. L'annuncio ha fatto perdere al titolo il 15% al termine delle contrattazioni.


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