Trenta anni di “amore”



NEW YORK. Dallo sbarco di Miss Universo a Mosca ai complimenti di Vladimir Putin. La storia d’amore fra Donald Trump e la Russia va avanti dagli anni ’80, e non mostra segni di cedimento. L’apprezzamento di Putin per il miliar- dario non è un mistero: “è brillante” ha detto il presidente russo nelle ultime ore, assicurando comunque che lavo- rerà con chiunque sarà eletto. Solo un accenno diretto a Hillary Clinton, che ieri è diventata nonna per la seconda volta con la nascita di Aidan, il secondo figlio di Chelsea.

Trump incassa con soddisfazione gli apprezzamenti che arrivano da Mosca, che sta mostrando un forte interesse per le elezioni americane. Lo conferma la presenza dell’ambasciatore russo negli Stati Uniti all’evento in cui Trump ha delineato la propria politica estera.

In casa invece Trump continua a incontrare difficoltà, anche con il suo partito. Almeno 400 delegati repubblicani stanno organizzando una rivolta per fermarlo alla convention. Un tentativo che non ha molte chance di successo: nonostante i 400 delegati pronti a contrastare Trump, i leader del partito e i maggiori finanziatori della campagna non appoggiano l’iniziativa, che rischia di spaccare ancora di più il partito.

Il rapporto di lunga data fra il tycoon e la Russia è fatto di scambi di gentilezze, come quelli recenti, ma anche di ripetuti tentativi senza successo da parte del magnate per conquistare il mercato russo. Trump non ha mai na- scosto l’interesse per costruire una Trump Tower a Mosca. Uno dei primi tentativi fu nel 1987 quando si recò a Mosca con l’ex moglie Ivana Trump. Un tentativo senza successo.

Nel 1996 Trump si è alleato con alcuni manager dell’industria del tabacco americana per costruire un condominio di lusso a Mosca. Un altro tentativo senza successo. Insuccessi che però non hanno scoraggiato il tycoon, che nel tentativo di conquistare la Rus- sia ha tessuto una rete di contatti. Fra questi quello con il miliardario Aras

Agalarov, anello di congiunzione fra Trump e Putin.

Secondo quanto riporta il Washington Post, Agalarov è stato uno dei primi dell’entourage di Putin a incontrare Trump negli anni 1980. Il tycoon “continuava a ripetere che ogni volta che c’è una frizione fra Russia e Stati Uniti ci sono problemi per tutti e due i paesi. Dovremmo essere amici” ricorda Emin Agalarov, noto musicista russo e figlio del miliardario.

Ma la storia d’amore fra Trump e la Russia preoccupa gli alleati americani. La retorica dell’imprenditore sceso in politica “è un sogno per il Cremlino” afferma Tina Khidasheli, il ministro della difesa della Georgia. L’atteggiamento di Trump nei confronti della Russia “rende tutti nervosi” aggiunge Michael McFaul, l’ex ambasciatore americano in Russia.

Rincara la dose David Kramer, vice segretario di stato per la Russia durante l’amministrazione George W. Bush, dicendosi “stupito” dall’approccio di Trump verso il leader russo.


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