Tria nel mirino di M5S-Lega



ALITALIA/VICINI ALLO STRAPPO, CIRCOLANO VOCI DI UN RIMPASTO DI GOVERNO

ROMA. Si consuma sul tavolo di Alitalia lo ‘strappo’ tra le diverse anime del Governo che continuano a tenere sotto mira il ministro del Tesoro, Giovanni Tria, intento a lavorare, ma sotto traccia, ad una soluzione compatibile con Bruxelles per l’ex compagnia di bandiera. Il tutto con l’Ue in attesa che si chiarisca cosa accadrà del prestito ponte di 900 milioni e quindi cosa si deciderà sulla procedura di infrazione per aiuti di Sta- to. Dal ministero del Tesoro gettano acqua sul fuoco: “Non c’è nessuno scontro - dice la portavoce di Tria - si esami- nerà il progetto di rilancio di Alitalia, ognuno per la sua parte di competenza, il Mise per il progetto industriale, il Mef per il suo ruolo”. Così mentre fioriscono le ipotesi tecniche (da un coinvolgimento di EasyJet, Boeing, fino a Delta, le compagnie cinesi o il ‘biglietto unico’) la ‘partita’ assume sempre più i toni della politica fino alla minaccia dei 5 Stelle, è la voce girata con insistenza nelle ultime ore, di un possibile rimpasto di Governo. Più ‘cauta’ la Lega che, invece di andare allo scontro diretto con il titolare di via XX Settembre si richiama semplicemente a quanto scritto sul contratto di Governo che, alla voce Alitalia, recita: “Siamo convinti che questa non vada semplicemente salvata in un’ottica di mera sopravvivenza economica bensì rilanciata, nell’ambito di un piano strategico nazionale dei trasporti che non può prescindere dalla presenza di un vettore nazionale competitivo”. E proprio per chiarire quale sia la ‘ricetta’, se rilancio con capitale privato, oppure una sorta di ‘nazionalizzazione’ con il Mef, Cdp ed Fs, si ipotizza a breve un vertice tra tutti i soggetti coinvolti. Vertice che potrebbe svolgersi la prossima settimana. In ambienti parlamentari di maggioranza intanto non si nasconde la forte irritazione dei pentastellati verso Tria. Tanto, appunto, da far riprendere quota voci di possibili rimpasti di governo all’inizio del prossimo anno. Meno dura la posizione della Lega, si ragiona sempre in ambienti parlamentari, che chiederebbe al Tesoro, come a tutti i ministeri, semplicemente di atte- nersi al contratto. Contratto che in questo caso parla della necessità di mantenere Alitalia in un piano strategico nazionale. Dato che Salvini, d’accordo con Di Maio, traduce con queste parole: “sono d’accordo con l’ingresso del tesoro nella compagnia aerea. Non possiamo far comprare Alitalia dal primo straniero che passa”. Quindi serve una forte connotazione nazionale (con una ‘presenza dello Stato’ tra il 15-20% secondo le ultime anticipazioni). E il partner? “Io non ho nessun pregiudizio” - diceva pochi giorni fa Di Maio a chi gli chiedeva se fossero ancora in campo le tre offerte arrivate con il precedente Governo (Lufthansa, EasyJet e Wizz Air).


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