• Redazione

Tria rassicura gli americani

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA INCONTRA IL SEGRETARIO AL TESORO MNUCHIN


di Luca Sali

WASHINGTON. L’Italia non è un Paese a rischio. E anche il suo elevato debito pubblico non è oggi meno sostenibile rispetto al passato: il monostro dell’Economia Giovanni Tria (nella foto Ansa) - in missione negli Usa dopo aver toccato Londra, Mosca e Pechino - consegna un messaggio rassicurante anche nellemanidiistituzionieinvestitoriamericani, pur non nascondendo le incertezze legate al deterioramento dell’economia mondiale e il pericolo di una nuova recessione dietro l’angolo: “Speriamo non arrivi”, sospira. "No, non mi pare che l'amministrazione Trump sia preoccupata per la situazione nel nostro Paese" spiega Tria dopo aver incontrato a Washington il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il capo degli economisti della Casa Bianca Kevin Hassett. "Non vedo preoccupazione, anche perché rispetto agli ultimi incontri che ho avuto con il segretario al Tesoro Mnuchin la situazione italiana èmigliorata-confermaTria - anche se all'interno di un rallentamento generale dell'economia europea.Maabbiamo avuto un rapporto con la Commissione Ue e ora siamo più solidi e condividiamo le politiche". Durante i due incontri al Tesoro e alla Casa Bianca è stata quindi sottolineata la volontàdi rafforzare la partnershi economica e strategica tra Italia e Stati Uniti. Al centro delle discussioni la situazione e le prospettive dell'economia italiana, il quadro di finanza pubblica e la stabilità del sistema bancario del nostro Paese, il rilancio degli investimenti interni ed esterni, le privatizzazioni e la Digital Tax. Il ministro dell’Economia mette innanzitutto in chiaro come “l’Italia vuole restare in Europa e nella moneta unica”, sgombrando subito il campo dai dubbi che anche Oltreoceano molti coltivano a proposito delle reali intenzioni del governo giallo-verde: “Noi vogliamo solo contribuire a cambiare l’Europa”. Il ministro prova quindi a spiegare la filosofia che sta dietro alla finanziaria approvata dall’esecutivo, di cui all’estero spesso giunge solo l’eco delle polemiche. “Ora finalmente l’Italia può concentrarsi sulle azioni concrete da intraprendere per rivitalizzare la sua economia”, afferma in un intervento nell’affollata sala del Peterson Institute for International Economics, uno dei più prestigiosi think tank della capitale Usa. Tria - come nei prossimi giorni farà nei suoi incontri a New York - sottolinea come la strategia del governo si basa su un principio difondo:combinare la stabilitàfinanziariacon la stabilità sociale, un equilibrio non facile da realizzare ma necessario se si vuole promuovere davvero la crescita economica. La domanda pressante degli osservatori americani è però fatalmente legata a un fattore storico, al nodo dell’alto livello di indebitamento del nostro Paese, anche alla luce del monito di Mario Draghi secondo cui un Paese fortemente indebitato perde inevitabilmente parte della sua sovranità. “Sono d’accordo - risponde Tria - perché si devono chiedere più prestiti all’estero. Ma questo non significa che attualmente l’Italia corra dei rischi. Il nostro livello di debito, ereditato dal secolo scorso, non è meno sostenibile che in passato, e noi siamo determinati a ridurlo progressivamente. Anche se è un peso che rallenta la crescita dell’economia”.L’andamento dell’economia è proprio l’elemento che crea piùincertezza per il futuro. Secondo Tria però al momento le prospettive di un deterioramento non impattano né sui conti né sulla tenuta del sistema bancario. “Il peggioramento della situazione economica - spiega - non significa chedovremo intervenire di nuovo e fare una manovra correttiva, perché gli obiettivi di deficit fissati sono strutturali e non tengono conto dell’andamento del ciclo”. Sul fronte della banche poi il ministro afferma di “non vedere problemi sistemici”: “Abbiamo solo avuto qualche problema isolato di gestione, ma la situazione patrimoniale dei nostri istituti è solida, e la discesa dello spread rafforzerà questa situazione”. Del resto - sottolinea Tria - il fattore spread in Italia è determinato solo da “unaquestionedifiducia”,ma“nonc’èalcuna ragione economica che giustifichi questo livello”.

Intanto il Tesoro ha collocato Bot semestrali per 6,5 miliardi di euro con tassi crollati di nuovo in territorio negativo. Il rendimento sul titolo a sei mesi è sceso a - 0,025% da 0,215% dell’asta precedente, segnandoiminimidaaprile2018.Ladomanda è stata pari a 1,82 volte l’importo offerto, in rialzo da 1,33 precedente. “La manovra convince gli investitori sia italiani che stranieri”, ha affermato il vice- ministro Matteo Salvini commentando i risultati dell’asta.

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