Truffa a società di mutuo soccorso

MILANO/MILIONI DI EURO SOTTRATTI DALLE CASSE DELLA «CESARE POZZO». INDAGATO L’UOMO D’AFFARI TORZI



di Francesca Brunati e igor Greganti

MILANO. Circa 15 milioni di euro drenati dalle casse della storica Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo con operazioni di investimento in obbligazioni lussemburghesi prive di rating e ad alto rischio. E, poi, la carta di credito aziendale intestata a Fondo Salute Sce, società del gruppo e tra le prime in Europa nel campo della salute e della tutela sociale usata per far compere in boutique di lusso e pagare serate al nightclub Williams Le Roi, in centro a Milano e pure l'assunzione fittizia di tre ragazze conosciute nel locale. Sono questi alcuni dei capitoli dell'indagine della Procura milanese che ieri ha portato la Gdf a eseguire misure di arresti domiciliari, una interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l'attività di impresa per sei mesi e un decreto di sequestro preventivo da oltre 16,3 milioni di euro nei confronti degli indagati, tra i quali l'uomo d'affari Gianluigi Torzi, già arrestato nell'inchiesta vaticana sul noto scandalo dell'immobile a Londra, e l'avvocato Nicola Squillace. Destinatari dei provvedimenti cautelari, chiesti dall'aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Giordano Baggio e Carlo Scalas e firmati dal gip Fabrizio Filice, sono Ferdinando Matera e Armando Messineo rispettivamente ex direttore generale e presidente della 'Cesare Pozzo’, ora parte lesa, e altre quattro persone: Fausto Lopez detto "Papi" e intercettato al telefono con il killer della strage di Rozzano Vito Cosco, Marco Reviglio, Christian Madeo e Mirko Faga. L'interdizione riguarda, invece, il francese Luc Roger, ai tempi direttore del Fondo salute. Le accuse a vario titolo, che vanno dal 2017 al 2020, sono associazione per delinquere "transnazionale" finalizzata alla truffa aggravata e alle false comunicazioni sociali e appropriazione indebita. Per 'svuotare’ i conti della Cesa- re Pozzo e arricchirsi e arricchire imprenditori sui quali c'è l'ombra della criminalità organizzata calabrese, dall'indagine sono emerse, oltre a quella sui bond promossa da Matera e Messineo con il tramite del broker Torzi e fuorviando "l'attenzione del Cda dal livello di rischio" (ricorda quella descritta nell'inchiesta giornalistica del Financial Time sui 'mafia bond'), altre operazioni: si va da una "finta compravendita" di due quadri dell'artista Mimmo Rotella per via di una perizia fasulla sulle opere pagata 121 mila euro dalla società mutualistica a "ulteriori condotte distrattive" con un sistema di false fatture per operazioni inesistenti di cui, spiega la Procura milanese, sarebbero stati "beneficiari finali" il "Presidente e Direttore generale pro-tempore", in seguito denunciati alla magistratura da altri componenti del Consiglio di amministrazione. In più dal provvedimento del gip Filice viene a galla, accanto all'acquisto da parte di Matera da una controllata del gruppo di due appartamenti in corso di Porta Vittoria a Milano "a un prezzo palesemente agevolato", un uso "indebito" delle carte di credito aziendali e "una gestione personalistica del patrimonio finanziario". All'ex dg e a Roger, - il primo si sarebbe appropriato di 641.269 euro e l'altro di 724,809 euro - sono addebitati "acquisti ricorrenti per migliaia di euro in boutique di lusso, come La Rinascente e Louis Vuitton, ristoranti e negozi vari e soprattutto (...) ingenti esborsi (...) al nightclub Williams Le Roi". E, infine, l'assunzione "nelle fila della Cesare Pozzo, della Fondo Salute e di altre società controllate" di tre giovani donne conosciute nel locale esclusivo "affettivamente legate a Matera e, in ragione di prestazioni di lavoro impalpabili o del tutto inesistenti". Ora si attendono gli interrogatori di garanzia.

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