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Trump: bene con Merkel, non credete ai media



WASHINGTON. Donald Trump tira dritto, sconfessa ancora media e osservatori che hanno colto le spigolature nel primo faccia a faccia tra il presidente tycoon e la cancelliera tedesca Angela Merkel e diffonde la sua verità via Twitter: “Non credete ai media, è stato un ottimo incontro”, ha scritto di prima mattina da Mar-a-Lago, senza mancare però di pungolare Berlino: “Deve una grande somma di denaro alla Nato e gli Usa devono essere pagati di più per la potente e molto costosa difesa che forniscono alla Germania”. E’ il ‘giorno dopo’ del grande incontro, che avrebbe dovuto gettare luce sul ‘dialogo’ Usa-Europa secondo Trump, ma a Washington resta tutto come prima e di Europa si parla soprattutto per il ‘pasticcio’ che ha fatto inalberare l’alleato più fidato, il Regno Unito con cui proprio qualche settimana fa il presidente Trump aveva voluto ribadire la tradizionalissima Special Relationship ospitando la premier Theresa May come primo leader straniero in visita alla Casa Bianca dopo il suo insediamento. Eppure ciò non ha impedito che il portavoce del presidente, Sean Spicer, citasse un analista ospite di Fox su presunte intercettazioni condotte dagli 007 britannici, quale prova a sostegno di quel tweet con cui il presidente aveva accusato il suo pre- decessore Barack Obama di averlo intercettato e sul quale Trump resta irremovibile.

Anche dopo che la commissione intelligence del Senato ha affermato che di tale circostanza non esistono prove e a poche ore dall’audizione alla Camera direttore dell’Fbi James Comey, dove l’argomento emergerà senz’altro. La politica estera americana intanto si fa in Asia, dove è ancora in visita il segretario di Stato Rex Tillerson per un tour cruciale che lo vede in queste ore a Pechino, anche in vista della visita del presidente Xi Jinping negli Usa per il pri- mo incontro con Trump, cui la Casa Bianca ha confermato di star lavorando. Ci sta lavorando Tillerson in particolare che sembra impegnato a ‘trovare la quadra’ nel mosaico del nord- est asiatico sulle tensioni che salgono con la Corea del Nord.

E se ieri il messaggio sembrava netto -a fronte della minaccia nucleare di Pyongyang gli Usa non tolgono nulla dal tavolo, nemmeno l’opzione militare- oggi il segretario di Stato si è trovato a fare i conti con una certa intransigenza cinese, di cui a questo punto non potrà non tenere conto: Usa e Cina si sono detti concordi circa il montare delle tensioni nordcoreane, ma le vedute su come contenere un Paese sempre più aggressivo e imprevedibile restano di- verse.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha infatti sottolineato la necessità di un impegno all’uso degli strumenti diplomatici per risolvere pacificamente la questione nordcoreana. E sebbene Tillerson abbia da parte sua ribadito che “gli sforzi fatti negli ultimi 20 anni non hanno portato risultati sullo stop dei programmi nucleari illegali della Corea del Nord”, Wang ha riaffermato la totale opposizione cinese all’arrivo dei sistemi antimissile americani Thaad in Corea del Sud visti come una minaccia alla sicurezza nazionale.


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