Trump minaccia agenti federali

A CHICAGO E A NEW YORK. “CITTÀ DEM FUORI CONTROLLO, SERVE ORDINE”



di Ugo Caltagirone

WASHINGTON. Donald Trump, con una mossa che ha pochi precedenti, è pronto a schierare gli agenti federali a Chicago per combattere la criminalità e ripristinare il rispetto della legge. Ma ben presto nelle intenzioni del presidente americano sarà la volta di New York e di tutte le altre me- tropoli americane guidate dai democratici e dove, a suo dire, la situazione è ormai fuori controllo: Detroit, Philadelphia, Oakland, Los Angeles, le stesse amministrazioni ribattezzate ‘città santuario’ per non aver collaborato con la politica del pugno duro sugli immigrati portata avanti nei mesi scorsi dalla Casa Bianca. “Questa è una svolta autoritaria che sarà fermata”, la replica dei sindaci e dei governatori presi di mira che mettono in guardia il tycoon: “Daremo battaglia contro un tale abuso di potere”. All’orizzonte, dunque, una crisi istitu- zionale e una spaccatura tra potere centrale e autonomie locali di dimensioni inedite nella storia recente degli Stati Uniti. Del resto, a quasi 100 giorni dalle elezioni presidenziali del 3 novembre, Trump è in crisi di leadership, stretto tra le proteste e la pandemia, e sempre più lontano nei sondaggi dal rivale Joe Biden. Il tycoon ha un disperato bisogno di trovare un terreno sul quale rivitalizzare la sua base, galvanizzare l’elettorato repubblicano deluso e recuperare dunque quella capacità di attrarre consensi che appare smarrita. Esauritasi la retorica del muro e sgonfiatasi l’enfasi del boom economico a causa dell’emergenza virus, il presidente ha quindi deciso di puntare tutte le carte su un altro dei suoi mantra: ‘Law and Order’. L’obiettivo, il martellante messaggio del tycoon, è restaurare nelle città americane quell’ordine pubblico sfuggito di mano ad amministratori democratici divenuti ostaggio della “sinistra radicale”, quella che vuole tagliare i fondi alla polizia e che con una vittoria di Biden - ammonisce il tycoon - rischia di ritrovarsi alla Casa Bianca. Per il presidente è ora di porre fine all’ondata senza fine di proteste, all’attacco ai simboli della storia del Paese e alla scia di sangue di una criminalità dilagante. A Chicago solo nell’ultimo weekend almeno 63 persone sono state colpite da armi da fuoco, 12 sono morte. Ecco allora che il Dipartimento per la sicurezza nazionale ha predisposto un piano per dispiegare nei prossimi giorni almeno 150 agenti federali. Agenti speciali che saranno alle dirette dipendenze del Dipartimento di giustizia ma che solitamente si occupano di altro, indagini sul traffico di esseri umani o terrorismo. “Non abbiamo bisogno di agenti che senza alcuna insegna sulla divisa arrestano la gente in strada, è illegale”, ha denunciato la sindaca afroamericana Lori Lightfoot, che ha anche inviato una lettera al presidente Trump: “Se vuole davvero aiutare Chicago dovrebbe agire sul fronte del controllo delle armi, fare di più contro il virus e investire in programmi sociali”, ha scritto, avvertendo che “ogni forma di intervento militarizzato che non sia sotto il controllo della polizia di Chicago sarebbe un disastro”. Durissima anche la reazione del sindaco di New York: “Se Trump invia gli agenti federali lo porto in tribunale”, afferma Bill de Blasio, che però parla di bluff del presidente. E promettono battaglia anche il governatore della California, Gavin Newsom, il sindaco di Detroit Mike Duggan e il procuratore di Philadelphia Larry Krasner, tutti pronti a fare causa al tycoon. Intanto, con oltre 3,8 milioni di casi alle spalle e 141 mila vittime, Trump riesuma il briefing della task force sul coronavirus della Casa Bianca. L’ennesima svolta nella strategia della sua campagna per consentire di dare una tribuna al presidente che ha dovuto rinunciare ai sui amati comizi.

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA