Trump non fu spiato dall’Fbi

CASA BIANCA/NESSUNA INTRUSIONE NELLA CAMPAGNA ELETTORALE DEL 2016



WASHINGTON. Nessuno spionaggio nel 2016 nei confronti della campagna di Donald Trump da parte dell’Fbi: è questa la conclusione - secondo il New York Times - dell’indagine dell’ispettore generale del Dipartimento della giustizia americano che smentisce le accuse al bureau investigativo avanzate da Trump e dai suoi alleati, come lo stesso ministro della giustizia William Barr. Uno schiaffo per il presidente americano, che ha sempre sostenuto come agenti federali che indagavano sulle possibili interferenze russe sul voto si siano infiltrati nella sua squadra con l’intento di ostacolare e danneggiare la sua corsa verso la Casa Bianca. E per questo il tycoon ha fin dall’inizio chiesto di indagare, annunciando solo pochi giorni fa rivelazioni addirittura “potenzialmente storiche”. Ma dalle conclusioni del rapporto dell’ispettore Michael Horowitz, la cui pubblicazione è attesa per il 9 dicembre, emergerebbe come in realtà l’Fbi non abbia mai agito per motivi politici, anche quando cercò di intercettare l’allora assistente della campagna del tyco- on Carter Page. E il bureau investigativo non avrebbe mai cercato di piazzare agenti sotto copertura o informatori nel- l’entourage dell’allora candidato presidenziale repubblicano. Viene smontata inoltre una delle accuse più eclatanti di Trump: non ci sarebbe infatti alcuna prova che l’ex presidente americano Barack Obama, nelle ultime settimane alla Casa Bianca, abbia ordinato di controllare le comunicazioni telefoniche del tycoon. Insomma, per Trump quel rapporto fortemente voluto rischia di trasformarsi in un boomerang, anche se al suo interno si critica la gestione approssimativa e in alcuni casi sconsiderata delle indagini dell’Fbi su un possibile Russiagate, sottolineando errori e omissioni compiuti a vari livelli, anche dai responsabili dell’epoca. Ma mai con finalità politiche, si spiegherebbe nel rapporto, o con lo scopo di favorire l’uno o l’altro candidato in corsa per la presidenza. Quella riportata dal Nyt sarebbe comunque ancora una bozza passibile di modifiche da qui alla sua pubblicazione. Le indagini dell’Fbi sulle interferenze della Russia partirono nel luglio del 2016, circa quattro mesi prima del voto per le presidenziali, dopo che fu scoperto che un intermediario di nazionalità russa aveva offerto informazioni compromettenti su Hillary Clinton a uno dei responsabili della campagna di Donald Trump, George Papadopoulos

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