Trump si rimangia la minaccia

IL PRESIDENTE ORA DICE CHE NON DICHIARERÀ L’EMERGENZA NAZIONALE “COSÌ PRESTO”



WASHINGTON. Brusca retromarcia di Donald Trump sulla minacciata emergenza nazionale per costruire il muro al confine tra Usa e Messico.

Non lo farò "così in fretta", nell'immediato ha detto infatti il presidente. "La soluzione facile per me è quella di dichiarare un'emergenza nazionale", ma "io non lo farò così rapidamente, perché è il Congresso a farlo".

Trump ha parlato nel corso di una tavola rotonda alla Casa Bianca sulla sicurezza delle frontiere. La Casa Bianca tuttavia continua a prepararsi in modo da poter ottenere i fondi per la costruzione del Muro che non vengono concessi dal Congresso. In modo particolare, rivelano fonti informate al 'Washington Post', si starebbe pensando di stornare i fondi per gli interventi per la ricostruzione nelle zone del Texas e di Porto Rico devastate dagli uragani.


Si tratta, in particolare, di 13,9 miliardi stanziati lo scorso anno e che non sono stati finora spesi. Trump avrebbe già dato incarico al genio militare di valutare quanto velocemente si possano finalizzare gli appalti per avviare l'effettiva costruzione del Muro in 45 giorni.


La mossa, comunque destinata a provocare un'alzata di scudi da parte dei democratici al Congresso e ricorsi legali, potrebbe così mettere fine alle tre settimane di shutdown delle attività del governo. Durante la visita di giovedì sul confine texano, Trump stesso ha indicato di essere intenzionato a bypassare il Congresso se non otterrà i fondi richiesti:

"Certo possiamo dichiarare l'emergenza nazionale" ha detto, tornando ad affermare di avere piena autorità di farlo, riconoscendo comunque che non sarebbe necessario "se ci fosse del buon senso".

l protrarsi dello shutdown, che da oggi è il più lungo nella storia degli Stati Uniti, potrebbe comunque spingere Trump ad accelerare tornare sui suoi passi e a dichiarare un’emergenza nazionale. Alcuni suoi consiglieri e alleati più fedeli, come il senatore repubblicano Lindsey Graham, dicono ormai apertamente che non ci siano alternative per sbloccare la situazione. Altri consiglieri sono invece più cauti e vorrebbero una mediazione tra Repubblicani e Democratici per risolvere il problema, evitando i probabili ricorsi giudiziari a una dichiarazione di emergenza.

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