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Trump taglia i fondi alle cliniche pro aborto e si assicura il voto degli evangelici


WASHINGTON. Donald Trump lancia la sua offensiva più dura contro l’aborto tagliando i fondi federali alle cliniche che praticano o suggeriscono l’interruzione di gravidanza per mobilitare il voto degli evangelici in vista delle elezioni di Midterma novembre.


Una crociata che ha già sollevato dure e preoccupate reazioni dal fronte abortista, che denuncia un attacco politicamente motivato e un passo indietro per i diritti delle donne.

La mossa di Trump, che rispolvera una norma introdotta da Ronald Reagan nel 1988, si inserisce in una tendenza più generale. Dal 2011, ben 33 dei 50 Stati Usa, controllati in gran parte dai repubblicani, hanno introdotto leggi più restrittive sui termini per l’aborto e sulle coperture assicurative. L’ultimo in ordine di tempo, e il più estremo, è stato l’Iowa, che ha vietato l’interruzione di gravidanza dal momento in cui può essere individuato il battito cardiaco del feto, ossia a circa 6 settimane, prima che molte donne scoprano di essere incinta.

Il giro di vite però finora non aveva avuto grande successo a livello federale.

Ora Trump firma la prima vittoria nazionale, proponendo una nuova norma che cancellerà gli unici fondi federali per i servizi di pianificazione familiare (noti come title X Family Planning Program) a tutte le cliniche che offrono l’aborto o che indirizzano i clienti a strutture che lo praticano.

Il tycoon in pratica sta facendo quello che il Congresso controllato dai repubblicani non è riuscito a fare: colpire Planned Parenthood, la principale organizzazione che si batte negli Stati Uniti a favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale, dell’accesso a certi servizi medici per le donne anche contrastando la libertà dell’obiezione di coscienza.

La nuova norma, elaborata da ministero della Sanità, taglierà i finanziamenti anche alle cliniche ospitanti strutture che praticano l’interruzione di gravidanza con fondi privati. I sostenitori del diritto all’aborto sostengono che la mossa renderà più difficile per le donne credere di ricevere dai medici informazioni senza pregiudizio perché le strutture che godono dei fondi federali non possono consigliare l’interruzione di gravidanza neppure come opzione.

“E’ assolutamente inaccettabile, è un’interferenza motivata ideologicamente tra la struttura medica e il paziente”, ha tuonato Kinsey Hasstedt, del Guttmacher Institute, un gruppo di ricerca pro aborto. “E’ un tentativo di cancellare i diritti fondamentali delle donne”, le ha fatto eco Dawn Laguens, vice presidente esecutivo di Planned Parenthood. “Tutti hanno il diritto ad avere informazioni sulla loro salute, compreso l’aborto sicuro e legale”, ha aggiunto.

Esulta invece il fronte anti abortista: “Donald Trump è il presidente più pro vita nella storia della nazione”, ha affermato Mallory Quigley dell’organizzazione Susan B. Anthony List. Per il tycoon è anche un modo per recuperare l’elettorato femminile evangelico, crollato del 13% rispetto ad un anno fa dopo gli scandali di pornostar e conigliette di Playboy.


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