Tucci racconta Giacometti


CINEMA/IL NUOVO FILM DEL REGISTA ITALOAMERICANO PRESENTATO A BERLINO


BERLINO. Final Portrait, film sull’arte e sulla creatività con al centro uno degli artisti più singolari e problematici del No- vecento, Alberto Giacometti (famoso per le sue sculture filiformi e inquiete), è sta- to presentato ieri in anteprima mondiale alla Berlinale 2017 dal regista-attore Stan- ley Tucci al suo quinto lungometraggio dopo Big Night, Gli imbroglioni, Il segre- to di Joe Gould e Blind Date.

Il film nelle sale italiane con la Bim (pro- babilmente in autunno) ha come prota- gonisti Geoffrey Rush, nel ruolo dell’arti- sta svizzero e Armie Hammer (presente anche in Call Me By Your Name di Luca Guadagnino, nella sezione Panorama) in quello del famoso critico americano Ja- mes Lord.

E ieri, in conferenza stampa, non poteva mancare una domanda sul rapporto tra Donald Trump e l’arte: “Se la sua am- ministrazione potesse, taglierebbe ancora di più i finanziamenti”, ha replicato Tucci. Al centro di Final Portrait appunto un ritratto. Quello che Giacometti nel 1964 decise di fare all’amico critico James Lord. L’artista trovava infatti la sua faccia inte- ressante.

Tutto sembrerebbe facile, se non fos- se per la voglia di mettere in discussione sempre e comunque la sua opera appena iniziata da parte dello stesso Giacometti. In un gioco di continuo ‘di fare e disfare’ si consuma l’amicizia tra artista e critico costretto più volte a rimandare il ritorno negli Usa (resterà ben 15 giorni invece dei due previsti).

Tratto dall’ultima biografia sull’artista (A Giacometti Portrait scritta dallo stesso James Lord), il film di Tucci non manca di

raccontare la vita scombinata di Alberto Giacometti, divisa tra moglie, amante e alcol. “Qualcosa proviene direttamente dal libro - ha detto Tucci a Berlino -, altre cose da ciò che avevo sentito. Il rischio era che il film fosse noioso basato come è sugli ultimi anni della vita dell’artista e su questo dipinto che non riusciva a finire. Una cosa che capita anche a me - ha con- tinuato- . Quando rivedo i miei film c’è sempre qualcosa che vorrei cambiare”.

Infine sulla possibilità che un film come questo possa influenzare il rappor- to di Trump con l’arte, ha replicato Tucci: “Non penso che questo film possa in- fluenzare il presidente in nessun modo. L’arte deve essere una parte essenziale della vita, ma molti non la ritengono una parte importante dell’educazione. E va detto che questa amministrazione non ri- tiene importante neppure quest’ultima”


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA