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Esteri/Angelino Alfano dal Viminale alla Farnesina: immigrazione, G7, Libia e Siria le sfide imminenti



ROMA. Dall’immigrazione ai rapporti con la Russia, dalla presidenza italiana del G7 all’ingresso del Consiglio di Sicurezza dell’Onu passando per le crisi in Siria e in Libia, ancora ben lontane dalla stabilizzazione. Sono tante e importanti le sfide che il nuovo ministro degli Esteri Angelino Alfano dovrà affrontare nei prossimi mesi. Agrigentino, classe 1970, sposato con due figli, Alfano vanta una già lunga esperienza di governo, iniziata come il più giovane ministro della Giustizia della storia della Repubblica, proseguita al Viminale e culminata ieri alla guida della Farnesina. I suoi contatti internazionali derivano principalmente dalla partecipazione ai Consigli ministeriali della Ue e ai vertici del Partito popolare europeo, dove ha stretto rapporti soprattutto con il premier spagnolo Mariano Rajoy, la cancelliera Angela Merkel e il neo primo ministro francese, ex ministro dell’Interno, Cazeneuve. Sorriso perenne stampato sulle labbra e nervi d’acciaio, Alfano (figlio d’arte, il padre Angelo era un notabile della Dc siciliana) è noto per il suo aplomb, che però ha “tradito” in qualche occasione. Chiamato alla guida del Pdl nel 2011 da Silvio Berlusconi - che ne apprezzava l’eloquio, l’energia e la determinazione salvo poi imputargli la famosa “mancanza di quid” - ha attraversato mesi difficili per il centrodestra fino alla caduta del governo e la nascita dell’esecutivo Monti. Con l’avvento a Palazzo Chigi di Enrico Letta, con cui Alfano è in sintonia per età e storia politica, viene nominato ministro degli Interni e vicepremier. Ma la condanna definitiva in Cassazione di Berlusconi per frode fiscale fa precipitare la 4 Oggi america primo piano Martedì 13 dicembre 2016 situazione. Il Pdl esce dal governo, Alfano invece resta nell’esecutivo e molla il suo mentore per fondare il Nuovo centrodestra (Ncd) assieme agli altri ministri ex Pdl. Nei primi dieci mesi al Viminale ci fu chi gli rimproverò una cattiva gestione del caso Shalabayeva, la moglie del banchiere dissidente kazako Ablyazov espulsa e poi rientrata in Italia. Il secondo mandato da ministro degli Interni, nel governo Renzi, servirà invece ad Alfano per farsi le ossa su uno dei dossier più scottanti che lo aspettano anche nel 2017: l’immigrazione. Il nuovo capo della diplomazia italiana si è fatto conoscere e apprezzare a Bruxelles con la promozione del “Migration Compact” e la strenua difesa di un “approccio europeo” alla questione. Proprio la Libia, e stavolta non solo sotto il profilo migratorio, sarà uno dei primissimi dossier che Alfano troverà sulla sua scrivania alla Farnesina. Dopo la liberazione di Sirte dall’Isis, Roma ha assicurato che resterà impegnata accanto al governo di unità nazionale libico nella lotta al terrorismo e i prossimi mesi diranno se una svolta è finalmente possibile. Così come fondamentali saranno per la Siria, dove si dovranno fare i conti con la Russia, dall’Italia considerata un interlocutore, su alcuni dossier, imprescindibile. Con Gentiloni l’ex ministro degli Interni si confronterà poi sui grandi appuntamenti che aspettano l’Italia il prossimo anno: dall’ingresso nel Consiglio di sicurezza dell’Onu al vertice G7 di Taormina nella sua Sicilia.


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