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U.S.A. e getta



Il caso/Una Nazionale senza anima ha stupito e deluso gli americani: è il fallimento del calcio

NEW YORK. Se la nazionale americana di basket non si qualificasse per le Olimpiadi, la sorpresa non intaccherebbe più di tanto la popolarità di questo sport nel Paese. La mancata qualificazione della nazionale statunitense a Russia 2018, rappresenta invece una delle pagine più infauste della recente storia dello sport americano, e non solo del suo calcio. Il “soccer” si è infatti impegnato a raggiungere i livelli internazionali di prestigio e rispettabilità tecnica e soprattutto di risultati.Nella serata di martedì, questi sforzi sono stati enormemente danneggiati. È anche una terribile delusione per i milioni di immigranti calciofili. Per questioni di storica frizione sociale ed econonica, in America Centrale c’è chi ha goduto che gli Usa fallissero la qualificazione, alla luce di quell’immagine di “conquistadores” con cui gli americani vengono visti. Di riverso, per tanti appassionati del pallone non nati su questo suolo, vedere gli Usa umiliati a Trinidad & Tobago è una cocente delusione, perché la Nazionale americana rappresenta un’occasione di orgoglio e intrattenimento. Anche noi italiani speravamo, perché in fondo ai Mondiali, dopo gli Azzurri tifiamo Usa. Adesso rischiamo di dover adottare una squadra, vista la precaria condizione della Nazionale di Ventura. Oggi negli Usa si piange il fallimento del calcio e della sua crescita, che federazione (USSF) e lega (MLS) da anni sbandierano ai quattro venti. Andare in Russia, sarebbe stata infatti l’opportunità di consolidare l’interesse dello sportivo medio, perché neppure il Superbowl può attirare tanta attenzione spalmata su un mese. Interessante sapere cosa ne pensano a Fox, dove hanno investito miliardi e programmato di inviare in Russia uno staff da 350 persone. Invece, a giugno e luglio saranno gli emigranti ad affollare bar e ristoranti, ed i media dovranno spendere pagine ed immagini che dipingano la colorata passione per il calcio delle etnie presenti negli Usa. Nel frattempo, il “soccer” avrà perduto l’immensa occasione di attrarre nuovi tifosi, di riscaldare quelli esistenti e, soprattutto, far sognare i milioni di ragazzini e ragazzine americani che giocano (a calcio) nei parchi. La federazione dopo due gare del girone di qualificazione esonerò il Ct, Jurgen Klismann, perché troppo incline a considerare i giocatori americani di stanza all’estero. Nelle restanti dieci gare, Bruce Arena ha vinto tre partite, mancando di stabilire un calcio autorevole con continuità di rendimento. Oggi da Arena, chiamato a qualificarsi, ci si attenderebbe un gesto di rispettabile professionalità: le dimissioni. Ma il calcio negli Usa ha evidentemente bisogno di altro se l’enorme potenziale umano non viene a trasferirsi nel livello della sua lega, dei suoi giocatori, del gioco e della qualità del settore giovanile. I RISULTATI DI BRUCE - Arena aveva guida- to la Nazionale ai Mondiali del 2002 e 4 anni dopo. Dal novembre 2016, giorno della sua riassunzione, ha vinto contro Honduras (6-0), pareggiato con Messico e Panama, vinto contro Trinidad. Seguono la sconfitta (2-0) contro Costa Rica (in New Jersey) ed il pari (1-1) in Honduras. È la volta del reboante e recente 4- 0 su Panama ad Orlando, che ha posto le condizioni per un’agevole qualificazione: bastava un punto grazie alla corposa differenza reti a fravore. Martedì gli Usa sono anche stati sfortunati: i due gol dei padroni di casa (davanti a qualche centinaio di spettatori) sono stati ambedue improbabili, e il gol del momentaneo pareggio di Panama (2-1 su Costa Rica) non sarebbe passato con la Var. Ciò non toglie nulla al fallimento della gestione-Arena, visto che proprio a Trinidad, la squadra ha mostrato di essere in gita-turistica perché ha mancato di mostrare aggressività ed energie minime richieste.Si tratta anche di un risultato inaudito per la federazione, quello di non portare la Nazionale ai Mondiali uscendo da un girone dove solo il Messico dovrebbe giocare alla pari con gli statunitensi. LA STRANA RICORRENZA - È apparso quanto meno ironico che gli Usa abbiano fallito sullo stesso terreno di gioco che li vide qualificarsi per Italia ’90 con un gol in Zona Cesarini di Paul Caligiuri, il quale portò la Nazionale ai Mondiali per la prma volta dal 1950. Martedì si è invece interrotta una tradizione che per gli Usa durava da sette edizioni di fila. A questi otto Mondiali, avevano partecipato continuativamente solo 7 squadre.

BLACK TUESDAY - Un’avvisaglia è giunta al 17’ (anche se negli Usa il numero sfortunato è il 13) quando Omar Gonzalez ha scavalcato il proprio portiere svirgolando il pallone. Al 37’ è Alvin Jones con un diagonale da 25 metri a infilare l’angolo opposto di Howard, che non ha mostrato prontezza di riflessi. In quel frangente, a rincuorare Bruce Arena, arrivavano i risultati dagli altri stadi alla fine del primo tempo: il Messico è in vantaggio in Honduras, mentre Costa Rica conduce a Panama. A illudere ci pensa anche il 19enne del Borussia Dortmund nato in Pennsylvania, Christian Pulisic, che accorcia con un bel destro da fuori subito in apertura di ripresa (2’). Ci sarebbe tutto il tempo per rimediare, ma non succederà. Gli Usa ricorderanno piuttosto un paio di parate di Foncette e un palo, ma Trinidad si procura un altro paio di occasionissime. Intanto da Honduras e Panama arriva notizia delle rimonte con la storica qualificazione dei “Canaleros”, che si aggiungono a Messico e Costa Rica. I giocatori americani vagano per il terreno di gioco attoniti e da ieri sono a casa a meditare sulle conseguenze disastrose per la crescita del movimento. LA PRIMA VOLTA DI PANAMA - Il terzo posto utile se lo aggiudica Panama, che batte in rimonta Costa Rica 2-1 e conquista la finale di una Coppa del Mondo per la prima volta. Servono un gol contestatissimo di Gabriel Torres, che probabilmente non varca mai la linea di porta (ma qui non c’è assistenza del Var) e uno di Roman Torres negli ultimi spiccioli di partita (87’) per portare alla prima storica qualificazione, firmata Bolillo Gomez, tecnico colombiano che già aveva portato l’Ecuador per la prima volta a una fase finale (2002). Agli spareggi va Honduras che affronterà l’Australia con gare di andata e ritorno.


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