Uccide l’ex davanti alla figlia


ENNESIMO FEMMINICIDIO: LA VITTIMA È UNA DONNA DI DORNO (PAVIA)


DORNO (Pavia). Si è dato la carica bevendo tre birre una dietro l’altra. Poi ha preso la pistola Tanfoglio calibro 9 per 21 che usava per esercitarsi al poligono, ha sfondato due porte e ha ucciso a colpi di pistola la sua compagna, ferendo la figlia della donna. E’ stata una vera mattanza quella compiuta da Roberto Garini, un operatore socio sanitario di 51 anni del Policlinico San Matteo di Pavia, nella notte a Dorno.

E’ uscito di casa, è andato all’appartamento accanto al suo, quello della sua compagna Elena Preceruti, ha sfondato due porte e ha raggiunto la casalinga di 44 anni, che aveva cercato rifugio nel bagno assieme alla ragazzina dodicenne. In quei pochi metri quadri ha fatto fuoco dieci volte in rapida successione. Almeno cinque o sei colpi sono andati a bersaglio e per la donna non c’è stato scampo. Una pallottola vagante, forse di rimbalzo, ha raggiunto a un fianco anche l’adolescente, che si è accasciata a terra fingendosi morta. Ma evidentemente lei non era una vittima designata perché Garini subito dopo se n’è andato, tornandosene nel suo appartamento.

E’ stato lui stesso a lanciare l’allarme con una telefonata al 118 (“Venite,hoammazzatomiamoglie”), e non un conoscente informato con un sms, come si era appreso inizialmente. Mentre sanitari e carabinieri martedì sera poco dopo le 23 stavano arrivando sul posto, in via Passerini 95, la dodicenne si è rialzata terrorizzata e insanguinata, ha scavalcato una ringhiera raggiungendo il balcone di un vicino e da lì si è lasciata cadere al suolo, dal primo piano. Se l’è cavata con una lesione a una caviglia, oltre alla ferita superficiale al fianco e, soprattutto, a uno choc psicologico dal quale non sarà facile riprendersi.

Al loro arrivo i carabinieri della stazionediGarlascoedellacompagnia di Vigevano hanno trovato la porta aperta. Temevano di dover affrontare un folle armato e asserragliato in casa. Mal’appartamentodiGarinieravuoto,

la pistola appoggiata sul tavolo. Lui è stato trovato nell’alloggio attiguo, abbracciato al corpo insanguinato e ormai senza vita della compagna, in stato confusionale. Si è lasciato ammanettare senza opporre alcuna resistenza ed è stato portato in caserma a Vigevano. Nella notte è stato interrogato dal pm Giovanni Benelli, alla presenza dell’avvocato di fiducia, e ha reso una piena confessione. E’ apparso però confuso sulle ragioni che l’hanno portato a scatenare la follia omicida. La coppia stava insieme da circa un anno e due mesi. Si conoscevano di vista fin da ragazzi, essendo cresciuti nello stesso paese, di 4600 abitanti. Lei si era sposata con un idraulico di Voghera, dal quale 12 anni fa aveva avuto la figlia. Poi si era separata e trasferita in Francia, trovando un altro compagno. Circa due anni fa aveva allacciato su Facebook i rapporti con Garini e ne era nata una relazione. Lui aveva fatto sistemare l’appartamento attiguo al suo, appartenuto ai genitori, e la donna vi si era trasferita con la figlia. Ma la relazione era costellata da frequenti litigi, “complicata” l’aveva definita Garini su Facebook.

L’ultimo litigio ieri sera, quando la donna l’aveva definitivamente lasciato, anche se sembra che la rottura fosse avvenuta già due settimane fa. Gli aveva detto che sarebbe tornata a vivere in Francia. Alloraluièandatoaprenderelapistola, una delle tre che possedeva, è ha iniziato a sparare. Ora si trova nel carcere di Pavia con l’accusa di omicidio volontario.


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