Ue-May, dialogo tra sordi



BREXIT/IL PRESIDENTE JUNCKER INSODDISFATTO DAI DOCUMENTI: MOLTI PUNTI APERTI

BRUXELLES. Bruxelles rafforza il suo pressing su Londra per la Brexit e mette in guardia: "Un'enorme quantità di questioni resta ancora da risolvere" prima di poter parlare delle relazioni future. Ma come in un dialogo tra sordi, una portavoce della premier britannica Theresa May risponde di voler andare oltre, per discutere dell'avvenire, poiché la Gran Bretagna è in una "buona posizione" e gli scambi avvenuti fino ad ora sono stati "positivi e costruttivi". Mentre a Bruxelles è in corso il terzo round di trattative tra le squadre dei tecnici del capo negoziatore Ue Michel Barnier e dell'omologo britannico David Davis, i leader di Commissione e Parlamento europeo Jean Claude Juncker e Antonio Tajani lanciano un nuovo monito a Londra, avvertendo che i documenti messi fino ad ora sul tavolo sono "insoddisfacenti". Inutile farsi illusioni, ribadiscono, non si parlerà di relazioni economiche e commerciali future fino a quando non saranno stati fatti progressi sufficienti sui tre punti cruciali che riguardano il divorzio dal blocco, (status dei cittadini; regolamento dei conti; frontiere del- l'Irlanda) e visto il dilatarsi dei tempi, raggiungere il traguardo in autunno, come evocato solo alcuni mesi fa, sembra sempre più una missione impossibile, aggiungono fonti diplomatiche. "Ho letto con l'attenzione dovuta tutti i documenti del governo di Sua Maestà, ma nessuno di questi mi ha davvero soddisfatto", argomenta Juncker parlando alla conferenza degli ambasciatori dell'Ue. Non si tratta solo della questione delle frontiere tra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord, "un problema molto serio sul quale non abbiamo risposte definitive", ma anche quella "dello status" dei cittadini sulle due sponde della Manica. "L'Ue non arretrerà di un millimetro dalla sua posizione in difesa dei diritti dei cittadini europei. Prima di tutto ci dovrà essere l'accordo sui tre punti cruciali, poi si potrà parlare del resto", sottolinea Tajani. Quello che deve essere "ultrachiaro", scandisce il presidente della Commissione, è che l'Ue "non inizierà le trattative sulle relazioni economiche e commerciali" future prima "di risolvere tutte le questioni che riguardano il divorzio. Non si possono mischiare i generi. Non ignoro gli incroci parziali tra le due dimensioni, ma prima di affrontare l'avvenire, bisogna regolare il passato".Poi il presidente Mentre Bruxelles rafforza il suo pressing, Londra vuole discutere dell’«avvenire» della Commissione europea fa il punto sulla Turchia: "La Turchia si sta allontanando dall'Europa. E la questione se vogliamo mettere fine al negoziato per l'adesione della Turchia è una questione di pura teoria, perché non ci sono negoziati per il momento". Al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, "col quale sono in rapporti amichevoli e buone relazioni, credo non dispiacerebbe se l'Europa dicesse che vuole mettere fine ai negoziati per poter caricare la responsabilità sulla sola Ue e non sulla Turchia. Vorrei che siano loro, vale a dire il sistema Erdogan, a realizzare che è impossibi- le l'adesione della Turchia all'Ue. Quindi Juncker invita a "non cadere nella situazione in cui sia l'Europa a caricarsi della responsabilità, visto che questa è interamen- te del versante turco".


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA