Ultima chance per la pace



CATALOGNA/IL GOVERNO DI MADRID INVITA PUIGDEMONT VENERDÌ AL SENATO

BARCELLONA.Sono gli ultimi tre giorni di duello istituzionale fra Madrid e Barcellona, con ancora qualche spiraglio di uscita politica,prima che con il via libera del Senato spagnolo al commissariamento“duro” della Catalogna ribelle lo scenario si faccia ancora più pesante. Il parlamento catalano si riunirà giovedì per “dare una risposta” all’attivazione senza precedenti da parte del governo di Madrid dell’arma atomica dell’articolo 155 della Costituzione ,con il quale il premier spagnolo Mariano Rajoy prevede di destituire il President Carles Puigdemont, il Governo, limitare i poteri dell’assemblea, prendere il controllo di polizia,radio-tv, finanze e convocare elezioni anticipate. “Un colpo di stato”, ha tuonato Puigdemont, che giovedì o venerdì andrà personalmente al Senato di Madrid per cercare di fermare il treno in corsa. La risposta del Parlament di Barcellona potrebbe essere lafugainavanti,la proclamazione dell’indipendenza e dellaRepubblicacatalana. Parte dello schieramento indipendentista preme in questo senso, per rispondere al “peggiore attacco dai tempi del dittatore Franco” contro la Catalogna. Sull’ala sinistra, la Cup annuncia “resistenza passiva in massa” e propone uno sciopero generale. L’ala moderata, e parte dello stesso Pdecat di Puigdemont, chiedeinvecechesisalvil’autonomiacatalanaprima che la scure del 155 si abbatta sulla Catalogna. La sola pista percorribile in questa direzione sarebbe l’immediata convocazione di elezioni anticipate da parte di Puigdemont. In questo senso premono anche gli imprenditori del Circolo Economia di Barcellona, Catalunya en Comù del sindaco Ada Colau, vicino a Podemos, e dal fronte unionista i socialisti catalanidelPsc,divisisulcommissariamentodiMadrid che appoggia il Psoe di Pedro Sanchez. Allineato finora sul “grande fratello” spagnolo, il Psc è lacerato. Diversi importanti esponenti si sono dissociati dalla linea del segretario Miquel Iceta e chiedono di fermare il commissariamento“autoritario” di Madrid. Tutto o quasi poggia sulle spalle del President, cui spetta la decisione finale. E che è sottoposto anche ad una pesante pressione personale. Il ministro della Giustizia spagnolo Rafael Català ha confermato che se dichiarerà l’indipendenza potrà essere accusato di ribellione. Rischierebbe 30 anni di carcere e un probabile arresto. Un sondaggio pubblicato ieri da El Periodico potrebbe influire sulla sua decisione. Indica che se si votasse oggi i partiti indipendentisti conserverebbero la maggioranza assoluta nel Parlament. Perderebbero seggi Pp e Ciudadanos, i due partiti unionisti più duri. Puigdemont dovrebbe intervenire giovedì o venerdì davanti al Senato di Madrid, che lo ha invitato a parlare prima di dare il via libera all’articolo155. Potrebbe essere in plenaria venerdì mattina, poco prima del voto. Nell’aula ci sarà anche Mariano Rajoy. Il voto del Senato, controllato dal Pp di Rajoy, è scontato. Ma il President“parlerà al mondo”,ha detto il portavoce del Govern Jordi Tuull. Madrid intanto continua a preparare la non facile - fra probabili scioperi, manifestazioni di piazza e resistenza passiva di massa – “occupazione politica” della Catalogna, gestita da un consiglio di sottosegretari presieduto dalla vicepremier Soraya de Santamaria. Madrid minaccia di sanzioni penali i funzionari che non si piegheranno. Da Perpignan,capitale della“Catalogna del Nord” francese, arriva intanto una proposta di asilo a Puigdemont: un gruppo autonomista ha pronte 50 ville per il Presidente i suoi ministri,se saranno costretti all’esilio.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA