Ultrà picchiati, caso politico


TIFOSI ATALANTINI AGGREDITI DALLA POLIZIA DOPO LA GARA CON LA FIORENTINA: SI CERCA LA VERITÀ



ROMA. Diventano un caso politico gli scontri tra ultrà dell'Atalanta e Polizia sulla superstrada di Firenze al termine della semifinale di coppa Italia: il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e la stessa società chiedono a Matteo Salvini di chiarire come siano davvero andate le cose, alla luce delle testimonianze di diversi tifosi e dell'autista di uno dei bus secondo i quali i poliziotti sono saliti a bordo di uno dei mezzi "colpendo e ferendo indistintamente" chiunque fosse capitato a tiro. Una chiarezza invocata anche dal Pd che con Maurizio Martina ha presentato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno. "Si stanno facendo tutte le verifiche del caso" ha risposto Salvini senza però scendere nei dettagli e senza prendere una posizione netta. Per cercare di capire come stanno le cose bisogna dunque tornare alla sera di mercoledì 27, quando i 35 pullman dei tifosi atalantini vengono divisi in diversi convogli e scortati verso l'autostrada. Secondo la ricostruzione ufficiale della questura di Firenze il trasferimento si è svolto "senza imprevisti e criticità" fino a quando 2 mezzi hanno iniziato a rallentare quasi a fermarsi, come se volessero deviare dal percorso.

Nella relazione di servizio i poliziotti scrivono che una volta avvicinatisi al pullman hanno visto i tifosi "in piedi, travisati con cappucci, cappelli e sciarpe, ammassati alle portiere a ridosso del conducente". Cosa che poi avrebbero fatto anche gli ultrà a bordo del secondo mezzo. Ad un certo punto i due bus hanno ripreso la marcia ma, all'altezza dell'autogrill sulla carreggiata opposta, si sono fermati. La versione della Polizia è che i tifosi sono scesi, con il volto travisato, cinture e bottiglie in mano per fronteggiare gli agenti. E un poliziotto, salito sul pullman "per portare soccorso all'autista e liberarlo dalla cerchia dei tifosi" mentre erano già in corso gli scontri, è rimasto bloccato all'interno e preso a calci e bottigliate dagli ultrà.

A quel punto, sostiene ancora la questura, un gruppo di agenti è riuscito a salire sul pullman forzando una delle portiere per dare sostegno al poliziotto che era rimasto bloccato, mentre all'esterno il resto del reparto "continuava a fronteggiare i tifosi sulla strada". Gli scontri avrebbero poi coinvolto anche gli ultrà sul secondo pullman. Una versione che sia i tifosi sia l'autista del bus smentiscono. Sostenendo l'esatto contrario. E cioè che non sono stati loro a fermarsi ma la Polizia ad intimargli l'alt. "Sulla strada del ritorno - hanno scritto gli ultrà della curva nord in un comunicato - la carovana dei quasi 20 bus viene separata e divisa dalle forze dell'ordine per, così dicono, 'controllare un pullman che si stava staccando'. Il reparto celere fa accostare il primo bus, facendo aprire le porte e salendo già in assetto antisommossa, colpendo e ferendo indistintamente tutti gli occupanti e rompendo i finestrini dopo aver divelto la porta anteriore". Stessa versione raccontata alla Digos di Bergamo dal titolare dell'agenzia che ha messo a disposizione 4 dei 20 mezzi. "Non sono stati i tifosi a far fermare il bus. È stata la polizia - ha detto il titolare della 'Travel Wordl di Pioltello Massimiliano Dieni - Da quell'autobus non è sceso alcun tifoso dell'Atalanta: al contrario, il mezzo è stato fermato dalle forze dell'ordine che sono poi salite. Cosa sia successo sul pullman, dopo, me l'ha raccontato il collega che era alla guida: gli agenti hanno usato il manganello per picchiare quelli che gli capitavano a tiro". Sulla base di queste versioni, e sulle immagini che circolano in rete, il sindaco Gori ha scritto a Salvini. "Io non so se i fatti si sono svolti esattamente come sono descritti. Ho però ascoltato alcune testimonianze, che accreditano la ricostruzione. Le chiedo perciò di appurare e di chiarire con tempestività cos'è effettivamente accaduto". E anche l'Atalanta si è fatta sentire, esprimendo "sgomento" e chiedendo che "sia fatta luce" su quanto accaduto.

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