Un linguaggio senza filtro



LE PAROLE DI TRUMP BLOCCANO LA RIFORMA DELL’IMMIGRAZIONE

In una riunione con un gruppo di legislatori repubblicani e democratici due settimane fa Donald Trump aveva detto che avrebbe firmato qualunque disegno di legge che i presenti gli avrebbero mandato perché aveva “completa fiducia nel gruppo”. Pochi giorni dopo il 45esimo presidente ha invitato i senatori Richard Durbin, democratico dell’Illinois e Lindsey Graham, repubblicano della South Carolina, per discutere il loro piano sull’immigrazione. Informazioni preliminari erano state rivelate alla Casa Bianca e Trump, poco contento, ha deciso di ampliare il gruppetto includendo anche due senatori repubblicani, Tom Cotton dell’Arkansas e David Perdue della Georgia, ambedue falchi sul tema dell’immigrazione. Trump aveva già deciso che non avrebbe accettato il piano di Durbin e Graham perché si allontanava dalla sua aspra retorica espressa in campagna politica. Nella discussione avvenuta il presidente ha evi- dentemente perso le staffe sbottando che non capiva perché si vuole includere la protezione a migliaia di immigrati provenienti da Haiti, El Salvador ed alcuni Paesi africani. Trump ha classificato questi luoghi come “s...hole countries” (Paesi di m....da) e ha chiesto perché non si accettano più immigrati “dalla Nor- vegia”. Subito dopo l’incontro si è scatenata una bufera sulle parole dell’inquilino alla Casa Bianca. Durbin ha rivelato le parole offensive del presidente che non sono state smentite da Graham il quale le aveva condivise con Tim Scott, l’altro senatore della South Carolina,ancheluirepubblicano.Ancheilsena- tore Jeff Flake, repubblicano dell’Arizona, in un’intervista televisiva, ha confermato l’uso delle parole offensive avendo parlato con individui presenti all’incontro. Cotton e Perdue invece hanno detto di non avere sentito le parole offensive. In alcune interviste televisive, infatti, hanno persino accusato Durbin di avere mentito. Il Washington Post però ha intervistato individui a conoscenza del caso e ha riportato che a mentire sono stati Cotton e Perdue. I due senatori non hanno tecnicamente mentito dato che il termine sentito da loro era “s...house” (casa di m...da) invece di “s...hole”(stesso significato offensivo). Sarah Huckabee Sanders, portavoce di Trump alla Casa Bianca, non ha confermato né smentito l’uso delle parole offensive ma ha chiarito che la discussione era stata molto accesa. Tutto sommato, la stampa ha creduto che Trump ha detto le parole offensive che sono state citate dal New York Times in diversi articoli escludendo le parolacce dai titoli. La Cnn invece ha incluso le parole volgari del presidente anche nei titoli e uno dei conduttori, Don Lemon, ha detto chiaramente che “Donald Trump è razzista”. Trump ha manifestato comportamenti e asserzioni tendenzialmente razzisti durante tutta la sua carriera di imprenditore e di politico. Si ricordano i problemi avuti con il governo peressersi rifiutato di affittare appartamenti a afroamericani negli anni 70 e 80. In campagna politica ha detto che i messicani sono “stupratori”, ha proclamato il bando dei musulmani, ha detto che il giudice Francisco Curiel non poteva giudicare la causa sulla Trump University per le sue origini messicane (falso: è americano), ha dichiarato che gli haitiani hanno tutti l’aids, e ha definito “brava gente” alcuni dei suprematisti nella dimostrazione di Charlottesville. Trump dunque ha una lunga storia nell’uso di un linguaggio con tendenze razziste. Le parole usate contro gli immigrati alla Casa Bianca però offendono non solo quelli dei Paesi citati ma tutti gli immigrati in America. In effetti, Trumpha detto che se gli immigrati vengono da Paesi poveri non sono benvenuti il che escluderebbe la stragrande maggioranza degli antenati degli americani. Escluderebbe persino la propria madre, Mary Trump, nata in una zona molto povera della Scozia. Trump non riconosce dunque che storicamente gli immigrati in America vengono da questi Paesi poveri. Gli immigrati dall’Europa, Asia, Africa, ecc. sono inclusi nei Paesi etichettati con le parole offensive. Gli immigrati di Paesi ricchi sono rari. L’America è un Paese di immi- grati, la stragrande maggioranza provenienti da Paesi poveri in cerca di opportunità.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA