Un’opera su Aldo Moro


MUSICA/IL 9 DICEMBRE AL TEATRO OLIMPICO PER I CENTO ANNI DALLA NASCITA DELLO STATISTA


ROMA. ‘’Non il sequestro, non la prigionia, non la morte, perché la vita di Aldo Moro non può essere ridotta ai suoi 55 giorni estremi’’ dichiarano subito Sandro Cappelletto e Daniele Carnini, autori di libretto e musica dell’opera ‘’Un’infinta primavera attendo’’, ‘’una vera opera italiana, convinti che si possa ancora adoperare questo genere, tanto ricco di convenzioni e di rituali, senza alcuna nostalgia passatista né per forma né per contenuto’’, il cui debutto è fissato per venerdì 9 dicembre al Teatro Olimpico per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana, che l’ha commissionata in occasione del centenario della nascita di Moro. L’intento degli autori è tutt’altro che agiografico e punta sulla complessità della vicenda di Moro, sulla sua esemplarità e sul progressivo isolamento che lo colpì negli ultimi anni, anche se nel 1978 (anno del rapimento e della sua uccisione il 9 maggio) il compromesso storico, meta del lavoro di tutta una vita, era quasi compiuto. ‘’Per noi conta il suo messaggio nella bottiglia: la sua fiducia nella parola, nel dialogo, nel confronto anche faticoso, che nasconde anche il rovello, l’astuzia l’inganno e il tradimento delle stesse parole’’, spiegano gli autori citando una frase esemplare dello statista: ‘’saremo più pazienti della violenza, saremo forse oscuri, a costo di usare mille parole per condividerne una alla fine’’. I vari personaggi, tutti senza nome, che possono ricordare qualcuno o più d’uno nel loro essere simbolici, sono l’Assistente, il Politico, il Cardinale, un Giornalista, un Senatore americano e così via e sono interpretati da attori e cantanti giovani ‘’cui è difficile, imbarazzante e che suscita in me anche un senso di colpa, spiegare cosa accadde allora e come è stato possibile arrivare a tanto’’, come confessa Cappelletto. Paolo Baratta, presidente della Filarmonica, dopo una riflessione su Moro di Massimo Bray presidente della Treccani che produrrà il Dvd dell’opera, ha notato come ‘’parlare ai giovani oggi di Moro è come quando parlavano a noi di Matteotti, solo che la vicenda di Matteotti era chiara e comprensibile, mentre quella di Moro è difficile, complessa, ancora per certi versi oscura’’L’opera ‘’civile’’vuole ricordare, attraverso questo personaggio un modo di fare politica e un momento della nostra storia repubblicana ‘’finendo per rappresentare un’immagine di comunità che va sfaldandosi e volta le spalle al demiurgo, lasciandolo solo, che è poi l’Italia degli anni ’70, ma speriamo rimandi anche a quella di oggi’’, come indica Carnini. A simboleggiare questo rapporto uno studente di allora e una ragazza di oggi. La regia, con interventi multimediali, di ‘’Un’infinita primavera attendo’’ è di Cesare Scarton, mentre l’esecuzione musicale è affidata alla Roma Tre Orchestra diretta da Gabriele Bonolis e i protagonisti sono Daniele Adriani il Presidente, poi Sabrina Cortes, Chiara Osella, Luca Cervoni, Clmente Daliotti, Giorgio Celenza, Giulia Balossino e Chiara Vinci. ‘’Fare un’opera oggi, in forma scenica è un progetto con cui la Filarmonica viole ribadire la necessità di un teatro musicale come strumento di comprensione del nostro tempo, contribuendo anche a una crescita civile più consapevole. Un progetto che necessità di essere condiviso e sostenuto’’, ha concluso Matteo D’Amico, direttore artistico della Filarmonica.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA