Una donna salva la Weinstein



UNA CORDATA GUIDATA DA MARIA CONTRERAS-SWEET EVITA LA BANCAROTTA

NEW YORK. La Weinstein Company è salva ed è pronta a cominciare una nuova vita tutta al femminile. I suoi 150 dipendenti possono finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo il terremoto seguito allo scandalo che ha travolto il loro ex datore di lavoro, Henry Weinstein. E che ha dato vita a un enorme movimento di denuncia contro le molestie sessuali nei confronti delle donne. E' l'onda del #MeToo, che dopo aver travalicato i confini del mondo dello spettacolo sembra oramai inarrestabile. Ad evitare la bancarotta per quello che fino a pochi mesi fa era uno degli studi di produzione più potenti di Hollywood sarà un gruppo di in- vestitori guidato da Maria Contreras- Sweet, 62 anni, di origini messicane, nota per aver lavorato nell'amministrazione Obama come responsabile delle piccole imprese. Fa parte della cordata anche il miliardario e Contreras- filantropo californiano Ron Burkle, Sweet fondatore di un fondo di private equity e considerato come un 're dei supermercati' con le sue quote in catene di grande distribuzione come Whole Foods. L'accordo raggiunto per la Weinstein Company dovrebbe dunque porre fine alle sofferenze della casa di produzione cinematografica, con un'operazione valutata intorno ai 500 milioni di dollari, compresa l'assunzione del debito accumulato dalla società pari a 225 milioni di dollari. L'intesa le cui basi erano state gettate nel novembre scorso, dopo che Henry Weinstein era stato licenziato a seguito delle denunce di abusi e molestie da parte di decine di donne - dovrà essere chiusa entro 40 giorni. L'idea di Contreras è quella di affidare nel futuro la guida dello studio a una donna, per dare un drastico e simbolico taglio con il passato. Anche il futuro board societarionelle intenzioni dei nuovi proprietari dovrà essere a maggioranza femminile. Prevista inoltre l'istituzione di un fondo per risarcire le vittime degli abusi che, stando alle indiscrezioni, si aggirerebbe intorno agli 80- 90 milioni di dollari. Il salvataggio è arrivato dopo che nei giorni scorsi le trattative sembravano definitivamente saltate, costringendo la Weinstein Company ad avviare le procedure fallimentari previste dal Chapter 11. Ma ad imprimere una svolta sarebbe stata proprio la determinazione dell'ex funzionaria di Obama, che non si è arresa di fronte alla sfida. E la situazione si sarebbe sbloccata a metà settimana dopo un incontro da "ultima spiaggia" a Manhattan, tra la cordata di investitori e il board della Weinstein Company. Incontro avvenuto negli uffici del procuratore generale Eric Schneiderman, sul cui tavolo ci sono le carte della causa civile mossa a New York contro henry Weinstein. Al meeting era presente anche il fratello Robert Weinstein. "Siamo lieti di annunciare che abbiamo intrapreso un passo molto importante con un accordo che prevede l'acquisto degli asset della Weinstein Company con lo scopo di lanciare una nuova società", ha annunciato la stessa investitrice in un comunicato. Per la Weinstein si apre dunque una nuova era.


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