Una notte di sangue

KENOSHA/UCCISI DUE MANIFESTANTI. ARRESTATO L’OMICIDA 17ENNE



WASHINGTON. Notte di sangue a Kenosha, la cittadina del Wisconsin da tre giorni teatro di violente proteste contro la polizia accusata di brutalità e razzismo. Dopo ore e ore di scontri e tafferugli, con lancio di sassi e bottiglie da una parte e gas lacrimogeni e proiettili di gomma dall’altra, sull’asfalto sono rimaste due vittime, mentre una terza versa in gravi condizioni. A sparare con un fucile semiautomatico contro i manifestanti sarebbe stato un diciassettenne ripreso dai video di alcuni testimoni. Il ragazzo, Kyle Rittenhouse, si è dato alla fuga ed è stato poi arrestato ad Antioch, la sua città di residenza nel vicino Illinois. E’ accusato di omicidio volontario, mentre le indagini vanno avanti per scoprire se nella sanguinosa vicenda siano coinvolte altre persone. Le immagini infatti mostrano un gruppo di persone armate davanti a una stazione di servizio apparentemente intenzionate a difendere alcune proprietà da eventuali atti vandalici. Adesso la paura è che la rabbia montata nelle ultime ore possa degenerare in una situazione fuori controllo. Finora infatti a nulla è servito il coprifuoco varato dalle autorità cittadine dopo i primi disordini seguiti al caso di Jacob Blake, il 29enne afroamericano che era in auto con i suoi tre figlie a cui un agente ha sparato ben sette colpi di pistola alla schiena, ferendolo gravemente e condannandolo a rimanere paralizzato. Immagini shock che hanno fatto il giro del mondo e che rischiano di provocare un’ondata di nuove proteste antirazziste in tutta l’America, con manifestazioni e decine di arresti a New York, Philadelphia, Los Angeles. Mentre a Louisville una settantina i manifestanti arrestati mentre chiedevano giustizia per Breonna Taylor, la ragazza afroamericana uccisa dalla polizia mentre dormiva nella sua abitazione. L’ira di Trump per quanto accaduto a Kenosha è tutta in un tweet dove il presidente annuncia l’invio di rinforzi e degli uomini della Guardia Nazionale: “Basta violenza e anarchia. Riporterà ordine e giustizia nello Stato del Wisconsin”. Stato in cui il governatore ha già dichiarato lo stato di emergenza. Il timore a Kenosha e in tutti gli Usa è soprattutto per il prossimo fine settimana, quando le proteste potrebbero aumentare di intensità come accadde per la morte di George Floyd. Mentre Washington si prepara a blindare di nuovo la Casa Bianca per la grande manifestazione anti-razzista di venerdì: una marcia voluta dal movimento Black Lives Matter e dalle associazioni per la difesa dei diritti civili per ricordare il 57esimo anniversario del famoso discorso di Martin Luther King ‘I Have a Dream’. Nella capitale federale sono attese almeno 50 mila persone che invaderanno il National Mall. Lo stesso luogo che la sera prima sarà teatro dei fuochi di artificio voluti da Donald Trump per celebrare la nomination presidenziale conferitagli dalla convention repubblicana. Secondo diversi osservatori quanto sta accadendo da una parte rafforza la richiesta di ‘law and order’ diventata la parola d’ordine della campagna del tycoon, dall’altra contrasta con il messaggio della convention repubblicana teso a negare l’esistenza di un problema razzismo in America. Per Donald Trump Jr i poliziotti sono degli eroi, ma a Kenosha in queste ore sono in tantissimi ad assediare il tribunale per chiedere giustizia, con l’arresto dell’agente che ha sparato a Blake.

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