“Una preghiera per tutti”

Religioni unite per chiedere la fine della pandemia: “Dio ci liberi”




CITTÀ DEL VATICANO. "La preghiera appartiene a tutti: agli uomini di ogni religione, e probabilmente anche a quelli che non ne professano alcuna. La preghiera nasce nel segreto di noi stessi, in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano 'cuore'". Dio "non conosce l'odio, è odiato ma conosce solo amore: questo è il Dio al quale preghiamo". Nella catechesi dell'udienza generale, anche ieri trasmessa in streaming dalla Biblioteca del Palazzo apostolico e senza la partecipazione dei fedeli, il Papa anticipa in parte lo spirito con cui vuole ci si avvicini alla Giornata di preghiera e digiuno per l'umanità, proclamata per oggi dall'Alto Comitato per la Fratellanza Umana, con invito ai credenti di tutte le confessioni, a cui lo stesso Pontefice ha dato fortemente il suo assenso per un'invocazione globale e inter-religiosa contro la pandemia da Coronavirus. La preghiera è il modo per comunicare e per ascoltare Dio - spiega quindi Francesco nel saluto ai fedeli di lingua araba -. Con questo spirito ho accolto l'invito dell'Alto Comitato della Fratellanza Umana per dedicare la giornata di oggi alla preghiera, al digiuno e alle opere di carità". "Invito e incoraggio tutti a unirsi a questo evento - spiega -. Uniamoci come fratelli nel chiedere al Signore di salvare l'umanità dalla pandemia, di illuminare gli scienziati e di guarire i malati". E un ulteriore corollario è quello che riserva ai fedeli polacchi: "Oggi celebriamo la memoria liturgica della Madonna di Fatima. Torniamo col pensiero alle sue apparizioni e al suo messaggio trasmesso al mondo, come anche all'attentato a san Giovanni Paolo II, che nella salvezza della sua vita vedeva l'intervento materno della Vergine Santa". "Nella nostra preghiera - ribadisce - domandiamo a Dio, per intercessione del Cuore Immacolata di Maria, la pace per il mondo, la fine della pandemia, lo spirito di penitenza e la nostra conversione". L'appello oggi a "pregare per l'umanità", è stato rivolto "ai nostri fratelli che credono in Dio Creatore; ai nostri fratelli in umanità ovunque", dall'Alto Comitato istituito per l'attuazione dello storico documento sulla Fratellanza Umana siglato nel febbraio 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayyeb, e formato da membri di varie fedi (cristiani, musulmani, ebrei), tra cui, per la Santa Sede, il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, capo del dicastero per il Dialogo interreligioso, che lo presiede, e lo stesso segretario personale del Pontefice, mons. Yoannis Lahzi Gaid. "Il nostro mondo affronta oggi un grave pericolo che minaccia la vita di milioni di per- sone in tutto il pianeta, ossia la rapida diffusione del coronavirus (covid19)", afferma. "Mentre confermiamo l'importanza del ruolo dei medici e quello della ricerca scientifica nell'affrontare questa epidemia, non dimentichiamo di rivolgerci a Dio Creatore in tale grave crisi", prosegue. "Invitiamo tutte le persone, in tutto il mondo", aggiunge, "a rivolgersi a Dio pregando, supplicando e facendo digiuno, ogni persona, in ogni parte del mondo, a seconda della sua religione, fede o dottrina", perché "elimini questa epidemia, ci salvi da questa afflizione, aiuti gli scienziati a trovare una medicina che la sconfigga" e perché "liberi il mondo dalle conseguenze sanitarie, economiche e umanitarie della diffusione di tale grave contagio". L'Alto Comitato ha proposto, "in conformità agli obiettivi del Documento sulla Fratellanza Umana", di fissare per oggi "una giornata di preghiera, di digiuno e di invocazione per l'umanità" e ha invitato "tutti i leader religiosi e le persone nel mondo intero a rispondere a questo invito umanitario e a rivolgersi a Dio ad una sola voce, perché preservi l'umanità, la aiuti a superare la pandemia, le restituisca la sicurezza, la stabilità, la salute e la prosperità, e renda il nostro mondo, eliminata questa pandemia, più umano e più fraterno". Numerosi i rappre- sentanti e i gruppi di diverse religioni che hanno aderito alla Giornata - tra gli altri, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, il presidente palestinese Abu Mazen, in Italia la Grande Moschea di Roma, la Comunità di Sant'Egidio, i Focolari, la Coreis, l'Ucoii -, che promette quindi oltre all'anelito per un mondo libero dalla pandemia, anche una forte testimonianza perché esso sia realmente "più umano e più fraterno".

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