Unicredit/Ottomila tagli, otto miliardi di dividendi e 450 sportelli chiusi in Italia



MILANO. Un utile di 5 miliardi di euro nel 2023, 8 miliardi, tra cedole e riacquisto di azioni, di cui 6 miliardi rappresentati da dividendi in contanti e 2 miliardi da buyback e 1 miliardo di risparmi lordi in Europa occidentale, quest'ultimi in parte ottenuti con 8.000 tagli e la chiusura di 500 filiali. Dopo mesi di rumors vede la luce il piano strategico al 2023 di Unicredit con una 'cura dimagrante' che in Italia, secondo fonti sindacali, interesserà 5.500-6.000 dipendenti (500 del precedente accordo) e 450 sportelli. "Stiamo iniziando ora le trattative. Nel piano precedente abbiamo agito in modo molto socialmente responsabile e continueremo a farlo", assicura il ceo, Jean Pierre Mustier che, allo stesso tempo, ribadisce di non avere mire di M&A e che "saranno prese in considerazione" solo "piccole acquisizioni bolt-on", cioè che integrano le attività della banca, probabilmente solo nel Centro Est Europa. Per il resto non ci saranno altre cessioni rilevanti, è confermata la creazione di una subholding per le attività estere (Germania, Austria e le altre banche nella regione Cee) con base in Italia e non quotata. Quanto a Yapi Kredi, lo scioglimento della joint-venture che controllava la banca turca ha creato "flessibilità per la gestione" della partecipazione rimanente che è sotto il 32%. Sul piede di guerra i sindacati col Belpaese che appare destinato a sostenere la parte più consistente degli esuberi: degli 1,4 miliardi di euro di co- sti di integrazione stimati per la loro gestione infatti 1,1 miliardi riguarderanno l'Italia (pari al 78% del totale) e solo 0,3 mi liardi l'Austria e la Germania. "Il piano così non può essere pre- so in considerazione", sottolinea il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni che lamenta la mancanza di assunzioni e si chiede se Mustier "farà come Lakshmi Mittal per la ex Ilva di Taranto" e "chiederà uno scudo penale". A intervenire anche il leader della Cgil, Maurizio Landini: "Diciamo no e diciamo basta. Il lavoro non può essere considerato una merce che si prende quando serve e si butta quando fa comodo". "Crediamo che gli unici veri esuberi siano il Ceo e il management che ha ideato un progetto senza visione industriale e sradica la banca dal tessuto sociale e territoriale", aggiunge il segretario generale della Uilca, Mas simo Masi. Per Riccardo Colombani (First Cisl) il piano è "uno schiaffo ai lavoratori" a "esclusivo vantaggio del capitale". Il taglio di posti è "una linea irresponsabile", rincara il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Dopo aver dunque puntellato l'istituto con 'Transform 2019' il nuovo piano, 'Team 23', produrrà migliore rendimenti del ca- pitale per gli azionisti. L'intenzione è la distribuzione di capitale pari al 40% dell'utile netto sottostante nel 2020-2022, percentuale che salirà al 50% nel 2023, tra dividendi cash e riacquisti di azioni. L'impegno è creare 16 miliardi di valore per gli azionisti. Quanto ai ricavi, cresceranno in media dello 0,8% all'anno tra 2018 e 2023, attestandosi a 19,3 miliardi a fine piano. "I target per i ricavi si basano su ipotesi pragmatiche, che includono previsioni per i tassi d'interesse più conservative rispetto a quelle del mercato", afferma Unicredit che prevede un Euribor a fine periodo a circa 50 punti base tra 2019 e 2022, in rialzo a -40 punti base nel 2023. Alla stesso periodo i costi totali, invece, ammonteranno a 10,2 miliardi segnando un calo medio annuo aggregato dello 0,2%. Proseguirà anche il taglio sulle esposizioni deteriorate lorde previste sotto i 20 miliardi a fine 2023. Il completo azzeramento del portafoglio Non Core è confermato entro fine 2021, con l'ammontare delle esposizioni sotto i 9 miliardi entro fine 2019 e 5 miliardi entro fine 2020. Focus poi sulle pmi con la Cee e il Cib leve di crescita, e sugli investimenti in It che cresceranno del 17% rispetto al precedente piano.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA